Bologna-Juve e una ritrovata attesa

Bologna-Juve e una ritrovata attesa

Dopo tre anni la sfida alla Vecchia Signora ritorna ad essere sentita. Per quale motivo? Beh, con Mihajlovic c’è la spavalderia di giocarsela contro chiunque

di Manuel Minguzzi, @manuel_minguzzi

Il pronostico è chiaramente chiuso, ma dopo tre anni Bologna-Juve torna ad essere una partita vera.

Da quel febbraio 2016, quando un Donadoni all’apice della sua avventura fermò la Juve reduce da 15 successi in fila, la partita al Dall’Ara non ha avuto lo stesso sapore di sempre, quello della lotta dura, a volte delle polemiche arbitrali, o per sintetizzare, dell’equilibrio. Negli ultime tre anni Bologna-Juve è stato poco più di un allenamento agonistico. L’anno scorso match senza storia, Donadoni schierò Okwonkwo e parlò del fatturato per giustificare una partita mai nata e già chiusa nel primo tempo, mentre l’anno precedente il match arrivò all’ultima di campionato quando la Juve pensava alla Champions e il Bologna era salvo. Non c’era pathos ma vinse comunque la vecchia signora 1-2 con gol allo scadere di Kean. Insomma, nulla in confronto alle epiche sfide con Nedved e Ibra da una parte e Cipriani-Cruz dall’altra con Pieri ad arbitrare…

Fortunatamente per il Bologna e per la sua lotta salvezza, l’arrivo di Sinisa Mihajlovic ha portato un deciso cambio di mentalità, riuscendo a produrre una squadra che ora con coraggio gioca e ci prova con chiunque. Lo ha fatto con successo a Milano, si è ripetuta senza punti a Roma, lo farà anche domenica con la Juve. Non è detto basti, sia chiaro, ma già il fatto di vedere una partita e di attenderla con una certa ansia dimostra come Sinisa sia riuscito nel suo intento. Per una volta, ne siamo sicuri, se la Juve vorrà fare risultato a Bologna dovrà sudare più di quello che dice la carta, anche se le statistiche sono a dir poco impietose. Basti pensare, per rendere l’idea della difficoltà della sfida, che la Juve nelle ultime 7 stagioni ha perso solo 23 partite di campionato, in media fanno 3 sconfitte all’anno. Ci dovrà provare un Bologna che in stagione ha lo stesso numero, 3, ma nella casella delle vittorie, mentre le sconfitte sono 12, praticamente la metà di quelle subite dalla Juve in sette anni. Ma stavolta la Juve non potrà passeggiare allegramente sul prato del Dall’Ara prendendosi tre punti a ritmo di shopping da negozio, la ritrovata energia del Bologna non glielo permetterà perché il periodo del banchetto dei nobili a scapito della classe operaia è finito. Poi si sa, fare risultato è tutta un’altra storia.

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