Bologna e Saputo, l’ora dei confronti

Bologna e Saputo, l’ora dei confronti

Il chairman a breve di nuovo in città, l’umore non è dei migliori e il tempo dei confronti è arrivato: c’è una stagione da salvare

di Manuel Minguzzi, @manuel_minguzzi

Presidente lontano migliaia di chilometri, poco presente, poco dentro alle cose di Casteldebole si dice, ma quando c’è da farsi sentire mica se ne sta a guardare…

In questi anni già in diverse circostanze il presidente si è fatto sentire tra le sacre mura del Niccolò Galli, perché quando non parla con la stampa poi lo fa con i suoi: che a Saputo non interessi nulla di ciò che accade alla squadra rossoblù non è assolutamente vero, e il solo punto in quattro partite, con zero gol fatti, di certo non lo ha reso di buonumore. A breve tornerà e sarà l’occasione per mettere tutti in guardia, anche perché qualcuno tra i dirigenti dovrà pur rendere conto dei primi insoddisfacenti risultati. Magari non è il tempo delle teste tagliate e delle decisioni di pancia, ma come si dice da queste parti ‘un cazziatone dovrebbe arrivare’.

Servirà? Può essere la domanda rivolta a un presidente che appare non decisionista. In realtà non è così perché in questi anni si sono visti tre direttori sportivi e quattro allenatori, alla faccia di colui che non decide. Non gli è semplicemente andata bene nel momento in cui ha deciso di dare continuità alla gestione. Tolta la promozione, arrivata prima con Fusco e Lopez e poi con Corvino e Rossi, e il primo anno di Serie A con Donadoni in panca, il presidente ha visto in calando i risultati sportivi quando l’assetto societario e tecnico si è stabilizzato. Non è servito, a quanto pare, dare continuità con Bigon e Donadoni. Ora il nuovo corso con Inzaghi, altra decisione presa perdendo risorse con l’ex tecnico bergamasco a libro paga, ma un inizio simile al passato. E allora qui logicamente Saputo chiederà spiegazioni. Inevitabile.

Diventerà anche di rilevante importanza dare le prime eventuali indicazioni sul mercato di gennaio. Capire a caratteri generali il tipo di budget e a chi consentire di utilizzarlo. Bigon è in scadenza, sarà ancora lui il direttore sportivo del futuro o gli si chiederà di portare qualche rinforzo, blindare la salvezza e poi farsi da parte? Non sono domande banali, né tanto meno premature, anche se il primo obiettivo ora è dare alla squadra tutto il supporto possibile. Il lavoro dirigenziale sarà fondamentale in questa fase esattamente come l’apporto della tifoseria. La manifestazione di sabato è improntata al sostegno, non alla contestazione: per questo è inutile chiedere i fumogeni per la squadra e gli striscioni contro la dirigenza. La squadra è scarsa ma bisogna stare vicino all’allenatore mentre lavorerà con quella squadra scarsa. La dirigenza è impresentabile ma bisognerà stare vicino all’allenatore scelto da quella dirigenza. Saputo è plumone ma getta al vento un monte ingaggi da parte sinistra. Troppe cose, tutte assieme, che non possono stare in piedi perché contraddittorie. A capo di tutta la baracca c’è Saputo, che dopo tre anni affronta un periodo difficile – il primo con Rossi e Corvino e 6 punti in dieci gare – e che dovrà essere bravo a gestire per iniziare a raddrizzare la stagione. Meglio lo faccia in privato, sai mai che inizino tutti a litigare pubblicamente davanti a numerosi testimoni come le leggende hanno narrato negli ultimi giorni. Si scherza eh…

 

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