Bologna a capo della battaglia dei diritti tv

Bologna a capo della battaglia dei diritti tv

La missione dell’amministratore delegato Claudio Fenucci, convincere la Lega ad avvicinare il modello inglese.

Il Bologna punta tanto, molto, su due fattori. La realizzazione del restyling del Dall’Ara e una sensibile riforma dei diritti tv. Sul primo punto continua la sinergia con il Comune per quanto riguarda i costi e la burocrazia, e il tema sensibile è diventato quello delle aree compensative per ammortizzare i costi dell’operazione.

Sul fronte diritti tv, invece, la battaglia si preannuncia ancora più dura. L’intento del Bologna è chiaro: equalizzare il più possibile la ripartizione della torta televisiva, dando la possibilità a tutti i club di incrementare il proprio fatturato, limitando al tempo stesso il divario con i top club. Con l’attuale sistema, a beneficiarne sono le due milanesi e la Juve, club che si ‘mangiano’ letteralmente la fetta più grande della torta inibendo la possibilità di tutte le altre società di competere. Il Bologna spinge per un modello simili inglese che accorci il divario dei ricavi tra la più ricca e la più povera, passare dai 70 milioni attuali di differenza tra la Juve e l’ultima a circa la metà, più o meno quanto accade in Premier League. La battaglia si svolgerà in Lega, dove il Bologna guida la fronda interna della rivoluzione, che comprende anche big come Roma e Napoli, al cospetto delle tre che ora guadagnano di più e che difficilmente accetteranno di buon grado una riforma sostanziale dei diritti tv. Novembre può essere un mese chiave, perché in Lega si parlerà anche della ripartizione del trienni 2018-2021. L’altro tema su cui il Bologna spinge per un cambiamento radicale è la trasmissione in tv delle partite. Anche in questo caso il club presieduto da Saputo vorrebbe avvicinare il modello inglese che prevede solo la metà delle partite di campionato trasmesse in diretta tv. Secondo il Bologna, la trasmissione totale dei match limita l’afflusso di pubblico allo stadio e non tutela chi ogni domenica prende freddo e pioggia per seguire la propria squadra del cuore. Fenucci sostiene chiaramente che le due tematiche vadano di pari passo: trasmettere meno partite darebbe più qualità al prodotto, producendo di conseguenza risultati migliori sotto il profilo dei diritti televisivi.

0 commenti

Commenta per primo!

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy