Bigon non vuole fare la rivoluzione, ma con Donadoni sarebbe costretto a farla

Bigon non vuole fare la rivoluzione, ma con Donadoni sarebbe costretto a farla

Il Ds pronto a inserire 3-4 puntelli all’attuale rosa, ma con la conferma del tecnico diversi elementi chiederebbero la cessione: cosa farà il Bologna?

di Manuel Minguzzi, @manuel_minguzzi

In attesa dell’arrivo di Saputo a fine mese, e con una inutile partita a Udine, il futuro del Bologna è più che mai incerto.

La sensazione è che a Casteldebole ci siano diverse correnti. Da una parte trapelano voci chiare sulla conferma dell’attuale tecnico Roberto Donadoni, ma all’altra i segnali vanno in altra direzione. Ad esempio i contatti recenti tra Bigon e De Zerbi, ma non solo. Il direttore sportivo ha sempre parlato di puntelli da inserire a questa rosa, difendendo il suo operato e nella fattispecie gli acquisti fatti l’estate scorsa: ricordare le frasi di domenica ‘la difesa va bene così’ e ‘non si può pensare che Avenatti sia già pronto dopo mesi di inattività’. Insomma, Bigon è appena stato rinnovato e crede nei suoi acquisti. Poi c’è Donadoni. Anche il mister ha negato la rivoluzione ma è evidente come alcuni giocatori siano finiti nel dimenticatoio e altri mai realmente apprezzati. Tra i primi troviamo Nagy, Krejci e Krafth, tra i secondi Destro. A questi dobbiamo aggiungere chi di fiducia non ne ha mai avuta come Crisetig, ma soprattutto tutti coloro in trattativa per il rinnovo e che stanno tentennando. Il motivo? Capire chi eventualmente li allenerà. Masina e Donsah, ad esempio, sono due giocatori che chiederebbero la cessione con la conferma del tecnico. Non è finita, perché ci sono poi i ritorni dai prestiti. I vari Rizzo, Ferrari, Petkovic e Okwonkwo, elementi che con Donadoni non troverebbero probabilmente spazio. Facendo una conta rapida, considerando tutti i sopracitati avremmo già circa 11-12 giocatori con alte probabilità di essere ceduti. Alla faccia della non rivoluzione.

Ecco allora che patron Saputo dovrà fare i conti anche con questi aspetti, se vogliamo strategici, ma anche con ricadute economiche. C’è, per fare un esempio, il classico rumors basato sul risparmio: ‘Non cambiano Donadoni perché dovrebbero pagare 4.5 milioni‘. In realtà, sia cambiandolo che tenendolo quei 4.5 milioni andrebbero comunque pagati. Ma è il passo successivo quello più interessante: confermare Donadoni, inviso alla piazza, con una rosa che probabilmente lui stesso apprezzerebbe il giusto, porterebbe ad un rischio esonero la prossima stagione dopo poche giornate, riportando il Bologna a scegliere sul mercato un allenatore libero con cui vincolarsi un anno e mezzo. Cambiare in estate, invece, consentirebbe al club di andare su un tecnico in cui crede, mentre per Donadoni potrebbe arrivare una proposta altrove che solleverebbe il Bfc dal pagamento dell’ingaggio. Altra ipotesi: accordarsi con Donadoni per una buonuscita e con quel che resta pagare il nuovo allenatore. Resta, inoltre, il presunto nervosismo del tecnico stesso, accusato di aver fatto il gesto dell’ombrello a due incalzanti tifosi che tuttora confermano l’accaduto. Sarebbe un episodio grave, inutile, intollerabile. In sintesi, sottolineati gli errori di Bigon sul mercato: siamo proprio sicuri sia conveniente continuare con Donadoni?

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