Ben venga Cerci (e sulle cessioni dico che…)

Ben venga Cerci (e sulle cessioni dico che…)

Bologna vicinissimo a Cerci, innesto dall’indubbio valore ma reduce da due stagioni sostanzialmente ai margini. A Bologna tutti rinascono, soprattutto i giocatori di talento. Cessioni: non strappiamoci i capelli, a patto che i migliori restino

Il mercato del Bologna potrebbe aprirsi con l’arrivo di Alessio Cerci. Per il club sarebbe una sorta di scommessa in stile Giaccherini, ma si sa che sotto le Due Torri i giocatori di talento rinascono. E Cerci ce l’ha, il talento, certificato in Serie A da 13 gol e 11 assist nel Toro 2014 allenato da Ventura e in coppia con il gemello del gol Immobile. Proprio quest’ultimo, come Cerci, aveva tentato fortune in Liga (al Siviglia) tornando mestamente in patria, prima di nuovo al Toro l’anno scorso (5 reti in 14 partite e un infortunio) e poi alla Lazio. Quest’ultima scelta ha rappresentato per Immobile quella del rilancio, con l’intento di tornare in Nazionale in cui il c.t. è, guarda caso, proprio quel Ventura che contribuì a lanciare entrambi. Ce l’ha fatta. Cerci farà la stessa scelta, partendo più in basso di Immobile, evidentemente perché ha più bisogno di togliere la ruggine. La domanda ora è questa: se Cerci è completamente guarito al ginocchio e riuscirà a fare tutta la preparazione con il Bologna, per quale oscuro motivo non potrebbe tornare quello di due anni fa? Quelle prodezze soddisferebbero la voglia di divertimento della platea, e per Cerci ci sarebbe l’incredibile motivazione legata al Mondiale 2018, esattamente come fu per Giaccherini l’Europeo 2016. Ad accomunare i due, gli stessi commenti estivi: sono giocatori finiti. Ecco, però, che dal bollito in pentola si è passati al rimpianto per non aver riscattato l’esterno di Talla…Manca talento a questo Bologna, un giocatore che sappia assistere ma anche scagliare verso la porta tiri velenosi dalla distanza, un elemento capace di fare l’esterno ma anche la seconda punta (in rosa solo Verdi): perché mai Cerci dovrebbe essere un problema? L’unico avvertimento che si può mandare alla società in questo caso è semplice: l’arrivo di Cerci non sia propedeutico alla cessione di uno tra Di Francesco e Verdi. Questo mai e poi mai.

Capitolo cessioni. Mentre prende corpo l’esistenza di un extrabudget, soprattutto se la campagna abbonamenti dovesse partire a rilento (come sussurrato in uno Spunto di qualche giorno fa), diventa inevitabile parlare anche di cessioni. Ribadendo l’assoluta contrarierà alle cessioni di Verdi e Di Francesco, a cui personalmente aggiungo Destro, non sarebbe così fuori dal mondo fare cassa con qualche elemento che Donadoni probabilmente non vorrebbe vedere nemmeno in cartolina. Oikonomou, Donsah, forse Pulgar e lo stesso Krafth, tutti per un motivo o per l’altro hanno disputato una stagione sotto gli standard di rendimento. In questi casi il rovescio della medaglia è d’obbligo: ma se poi esplodessero da altre parti facendoci mangiare le mani? Ipotesi esistente, ma considerando la guida tecnica attuale, lo stile di gioco, le scelte fatte, questi elementi qui a Bologna non avrebbero futuro e rischierebbero di perdersi ulteriormente svalutandosi. Logico, allora, cedere Donsah se arrivasse una offerta uguale a quanto speso dal Bologna per prenderlo dal Cagliari, tanto qui il ghanese continuerebbe a deprezzarsi…Il sunto è questo: considerando possibile un extrabudget e qualche cessione mirata, il Bologna potrebbe avere le risorse per fare un buon mercato all’interno della sua fascia di competenza. Servono capacità dirigenziali e tecniche nella scelta, ma i soldi a disposizione potrebbero non essere così prossimi allo zero. E a proposito di cessioni, l’Atalanta quasi certamente si priverà di Kessié, Caldara e Gomez, andando ancora una volta a puntare sui giovani della B, prendendo Djimsiti, Falletti ed Emmanuello. Nomi che se il Bologna avesse proposto qui, esattamente come i Kessié, Caldara e Spinazzola, sarebbe andato incontro ancora a critiche, un po’ come successo per Petkovic a gennaio. Tutto nel calcio è estremamente relativo, proprio come ora che già si certifica la bollitura di Alessio Cerci.

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