Aspetti da cui ripartire (togliendosi paura di dosso)

Aspetti da cui ripartire (togliendosi paura di dosso)

Pareggio a due facce del Bologna a Ferrara: dopo un ottimo primo tempo la squdara ricade negli errori del passato, ma ci sono aspetti da cui ripartire

di Manuel Minguzzi, @manuel_minguzzi

La prima parola che viene da scrivere dopo l’uno a uno di Ferrara è ‘peccato’. Detto che grazie al Var e grazie al salvataggio di Danilo il Bologna è riuscito a rimanere a galla, il match del Mazza può comunque lasciare qualche aspetto positivo da cui ripartire. Innanzitutto, c’è il Bologna del primo tempo, buona manovra, buone trame, gol meritato e quattro nitide occasioni da gol create nei primi venti minuti. Il 4-3-3 funziona e finalmente Pippo lo ha capito, tra l’altro con il coraggio di andare a prendere alti gli avversari. Poi, nella ripresa, è riapparsa la paura, la difficoltà ad amministrare una partita senza errori. Infatti puntualmente è arrivato il gollettino che si poteva evitare. Resta il rammarico, ma il Bologna ha dimostrato di esserci e di rimanere in corsa. Si può prendere del buono da questo derby per ripartire.

La crescita del Bologna con i due rinforzi, ovvero Sansone e Soriano, si è nettamente percepita e, pur con ritardo, se la dirigenza completasse l’opera con altri due funzionali tasselli è lecito davvero sperare in qualcosa. Almeno nella consapevolezza di poter lottare rispetto all’impotenza dell’andata. Resta, di fondo, una lettura rivedibile della partita da parte del tecnico, che spesso vede i suoi spegnersi dopo un buon approccio al match, e resta anche il solito errore difensivo che si spera qualche nuovo acquisto andrà a togliere. Peccato perché il primo tempo doveva finire con un doppio vantaggio e peccato perché quella latente paura di prendere gol e perdere riaffiora nei finali di partita. Lasciatemi dire, però, che vedere il Bologna giocare al calcio ha in parte lenito le sofferenza di dicembre. Non basta, non sarà sufficiente, però almeno ci si può di nuovo emozionare guardando una partita. Si è gioito e si è imprecato, sono pur sempre emozioni rispetto alla rassegnazione di prima.

Ora il Frosinone, una partita da vincere senza storia per dare il via ad una possibile rincorsa. Poteva partire oggi, ma pretendere due vittorie in fila da una squadra che ne ha vinte due in tutta l’andata è un controsenso statistico. L’emorragia è stata fermata con rimpianti, ora si prenda il buono del derby per togliersi di dosso le scorie del passato, serve farlo giocando a calcio, la prima via per ottenere risultati. E già il fatto che Inzaghi abbia schierato il massimo del suo potenziale tecnico con Sansone, Palacio e Soriano in campo può essere un indizio. Si riprenda dunque a giocare al pallone, il resto verrà da sè. Alla fine della fiera scopriremo se sarà stato sufficiente a salvarsi oppure no. Arrendersi alla prima di ritorno non mi va, anche perché, finalmente, si è visto qualcosa di diverso.

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