Andavamo a cento all’ora

Andavamo a cento all’ora

Bologna brutto e opaco a Cagliari, l’ulteriore prova che questa squadra deve girare sempre al massimo

di Manuel Minguzzi, @manuel_minguzzi

Inizia a essere tangibile la differenza di prestazione e ritmo che il Bologna ha avuto nelle due vittorie rispetto a quella che, usualmente, ha nelle sconfitte. A Cagliari si è visto un Bfc farraginoso, opaco, lento e con poche idee annebbiate. In sintesi, quando la squadra gira a 100 fa risultati, appena cala di intensità e atteggiamento fatica.

Mentre con Roma e Udinese andavamo a cento all’ora, oggi siamo andati forse a 50 o giù di lì, di fatto rispettando i limiti stradali che nel calcio, però, non ci sono. Gli autovelox non sono entrati in funzione, così come i rilievi per verificare gli incidenti a metà campo. E’ sempre stato il Cagliari ad uscire per primo sulle palle vaganti, mentre il Bologna ci ha messo verve nei primi venti minuti con una serie di contrasti duri poi svaniti col passare del tempo. Non è un Bologna, questo, che può permettersi di specchiarsi, sentirsi fuori guai, rilassarsi. Deve rimanere in tensione costante per produrre il calcio che meglio sa fare: quello a ritmi alti e basato più che altro sulla lotta. Tutto questo ha prodotto una partita che nel Bologna ha acceso solo la vivacità di Orsolini, perché per il resto tutto quello che si era visto una settimana fa è quasi sparito. Santander tornerà il ‘pippone’ sopravvalutato, Svanberg un oggetto misterioso, Mattiello l’esterno che non sa crossare e via dicendo. Invece la valorizzazione del singolo passa da quella del gruppo e dalla fame che ci si mette in campo. Non che oggi sia mancata, ma il tenore del Bologna oggi è stato troppo diverso da quello di Roma e Udinese: di fatto la differenza può risiedere tutta lì. Non a caso proprio Inzaghi a fine partita è stato abbastanza chiaro: “Non mi è piaciuto l’atteggiamento”.

Ora la sosta può sicuramente servire, da un lato per far capire alla truppa che non può abbassare la guardia, dall’altro all’allenatore per recuperare qualche elemento utile ad arricchire le rotazioni e fornire anche un contributo di esperienza notevole. Si pensa ovviamente a Palacio e Poli. Brio lo potrà dare anche Donsah, e con una energia a intermittenza il ghanese può accendere la scintilla. Insomma, dal punto di vista tattico il Bologna più o meno è lo stesso, ma senza girare a cento fatica a produrre le giocate anche più basilari, mentre quando è ben presente in campo gli riescono cose perfino impossibili. Questo può essere il vero punto su cui lavorare il più duramente possibile.

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