Anche stasera niente di nuovo

Anche stasera niente di nuovo

Il risultato, l’arbitro, il VAR e il Bologna. Tutto già visto

di Redazione TuttoBolognaWeb, @TuttoBolognaWeb

Perdere a Torino era prevedibile. L’abbiamo fatto finendo il primo tempo in vantaggio, giocando in modo gagliardo e con una formazione imbottita di riserve. Poi Allegri butta nella mischia Douglas Costa e Donadoni Torosidis. Loro spaccano la partita, ce ne fanno tre e il Bologna torna a casa con la sconfitta numero 19. Perdere a Torino era prevedibile, ma 19 legnate, più la coppa italia, sono davvero troppe per essere fieri di questa squadra.

Alle 9.00 di mattina giuro di non voler vedere un minuto della partita. Alle 12.00 penso che alla radio, distrattamente, la potrei pure seguire. Alle 16.00 mi convinco che il primo tempo lo potrei anche prendere in considerazione, magari scanalando tra la partita e Fox-crime, tanto qualcosa che riguarda il crimine sono sicuro che capiti pure in campo. Alle 20.45 sono davanti alla tv. Irremovibile. Il primo tempo è davvero sbalorditivo: i rossoblù riescono a giocare a calcio, a fare quattro passaggi e a farsi vedere dalle parti di Buffon. Dopo due belle parate di Mirante, al minuto 30 Crisetig si ritrova tutto solo davanti alla porta, Rugani lo spinge da dietro, rigore. Gigi sta già partendo con il pippone del bidone, il cuore e le patatine, quando Irrati contatta il VAR: «Ragazzi, ho fatto una cazzata!»  «Tranquillo, adesso troviamo qualcosa. Questo no, no, azz lo spinge..» «Qui si fa notte!» «Prendi tempo, dobbiamo lavorarci! Taglia l’immagine, incolla la caduta, usa photoshop.. niente, è rigore». Verdi è sul dischetto, parte. «Fermo, fermo fermo! Sento qualcosa! Niente.. oh se proprio ci tieni, tira sto rigore!». Goal. Peccato manchi l’espulsione. Se un tocco di mano è opinabile, la chiara occasione da goal, anche se sui piedi di Crisetig, non lo è. Alla fine del primo tempo ho tre certezze. Uno: Romagnoli ha chiari problemi di orientamento, non si spiega altrimenti il fatto che tutte le volte passi il pallone all’attaccante avversario. Due: Avenatti, in questo momento, sarebbe più a suo agio nel Museo Egizio che su un campo di calcio. Tre: con questi qui non si gioca mai con le stesse regole.

Nel secondo tempo loro alzano sensibilmente il ritmo – Douglas Costa lo fermi solo sparandogli – e quando De Maio infila la nostra porta, diventa tutto troppo scontato, pure il due a uno con l’uscita mammachebrutta di Mirante e il palese fallo su Keita. Ma è evidente che quelli del VAR sono ancora lì a cercare qualche cavillo per annullare il rigore. Non benissimo. Dybala fa il terzo e in 25 minuti la partita è in ghiaccio. Al triplice fischio le mie certezze diventano granitiche. Uno: se giochi con De Maio, Romagnoli, Krafth e Mbaye centrali, e alla fine i meno peggio sono gli ultimi due, hai dei grossissimi problemi. Tutti sapevamo che Maietta era il migliore del lotto ed è stato ceduto: chissà come mai?! Due: anche quest’anno con le prime della classe vinciamo l’anno prossimo. Tre: con questi qui non si gioca mai con le stesse regole.

Il Bologna disputa un bel primo tempo, poi loro la devono vincere e in un modo o nell’altro ottengono il bottino pieno. A questo punto i rossoblù sono chiamati a fare sei punti nelle prossime due partite. O lo fanno o la vedo sinceramente dura attaccarsi a qualche, comunque molto opinabile, concetto di crescita.

Forza Bologna, sempre!

MATTEO RIMONDI

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