Alla ricerca di qualità: il mercato non è chiuso

Alla ricerca di qualità: il mercato non è chiuso

Terminato il ritiro di Castelrotto è tempo di bilanci, con l’assenza di Destro e la perdita di Giaccherini, serve qualità in avanti. E anche Dzemaili serve come il pane.

A che punto è il Bologna? La domanda più frequente tornati sotto i portici felsinei è senza dubbio questa, ma una risposta esatta e precisa diventa difficile fornirla. Sicuramente la squadra è più avanti rispetto a un anno fa, quando l’allora tecnico Delio Rossi lamentava la mancanza di giocatori titolari in ritiro, ma di sicuro non si può considerare il Bfc un prodotto già fatto e finito. Donadoni e il suo staff hanno lavorato molto sulla parte tattica in questi giorni, anche se sotto il profilo della qualità è difficile inventarsi qualcosa se i piedi buoni devono ancora emergere o latitano; soprattutto avanti.

L’assenza di Destro pesa, se consideriamo le sole partite vere disputate dai rossoblù, il numero di gol è di due, ma uno su rigore e l’altro è un tiro deviato probabilmente nemmeno entrato. Contro l’Hapoel tre grosse occasioni sono state create ma gli avanti felsinei non hanno concretizzato, contro il Terek invece davanti si è visto poco o nulla. La sensazione è che la difesa possa reggere bene l’urto, Gastaldello è una garanzia, Oikonomou dimostra personalità, i terzini migliorano e poi c’è sempre Mimmo Maietta che attende di recuperare dall’infortunio. Anche Rossettini offre garanzie, ma è in ballo un rinnovo contrattuale. In mediana occorre attendere l’inserimento di Nagy, l’ungherese ha più qualità di Diawara ma gioca in modo diverso dal guineano, lui e la squadra devono adattarsi a queste differenze. Donsah sarà una delle mezzali, a supporto dall’altra parte possono giocare Rizzo, Pulgar e Taider anche se nessuno di questi ha impressionato. L’arrivo di Dzemaili darebbe sicuramente sostanza. Ma è davanti il vero problema. Il Bologna schiera una serie di ‘piccoletti’ rapidi, veloci e tecnici, ma quasi nessuno ha l’inventiva e la capacità di innescare tutto il gioco offensivo con una giocata di prima quando gli spazi si fanno stretti. E’ quello che è successo contro il Terek. Inoltre, l’assenza di Destro toglie un punto di riferimento offensivo importante e la perdita di Giaccherini al momento rappresenta un problema. Giak, oltre a segnare, creava gioco, Krejci sembra avere caratteristiche leggermente diverse, più da ala pura. Chi crea gioco è Verdi, ma al momento è troppo poco. Per quanto visto a Castelrotto, più che una seconda punta servirebbe un trequartista, un giocatore in grado di fare girare non solo l’attacco ma un po’ tutta la squadra. Sotto il profilo delle reti, se Destro non dovesse tardare molto a tornare potrebbe sicuramente chiudere la stagione in doppia cifra andando a sopperire alla mancanza dei 7 gol di Giak. Le altre marcature possono arrivare da tutta la schiera di ali e trequartisti, partendo da Verdi – che calcia indifferentemente di destro e sinistro – da Di Francesco, che deve un attimo aggiustare la mira, e da Krejci, la vera arma in più anche sui calci piazzati. Se arrivasse Saponara, inoltre, il Bfc avrebbe in dote un’altra quota di gol, più Dzemaili che qualche sassata da fuori la mette sempre. ‘C’è tanto lavoro da fare e il nostro mercato non è sicuramente chiuso’, queste le chiare parole di Roberto Donadoni al termine della sfida al Terek. Saputo avrà preso nota, e dopo Kitzbuhel provvederà con almeno due innesti importanti.

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