A Udine per un colpaccio che manca da troppo tempo

A Udine per un colpaccio che manca da troppo tempo

Sono passati quasi dieci mesi dall’ultimo colpo in trasferta, era il lontano febbraio e segnò Destro…proprio a Udine

Il Bologna non vince in trasferta da troppo tempo, era il 14 febbraio 2016 e segnò Destro il gol vittoria a Udine, per un Bfc in piena rincorsa invernale, poi bloccata dall’infortunio proprio del numero dieci e dal tragico calo finale. Quel calando, anti-rossiniano, ha portato a giudicare la stagione come più deludente rispetto a quanto i risultati lasciassero pensare. Quattordicesimo posto anonimo, dimenticando come il Bologna l’anno scorso abbia battuto Napoli, Sassuolo e Milan, pareggiato con Juve e Roma. Ecco, quello che manca oggi è forse lo scalpo di una big, un segnale inequivocabile che possa ridare entusiasmo e virtù.

Non è oggi il caso, si gioca a Udine contro una diretta concorrente, uno di quei match che in questa stagione il Bologna non ha mai fallito. Le squadre battibili il Bologna le ha sempre sconfitte, ma in casa e non in trasferta. Ecco allora che la partita della Dacia Arena sarà una specie di esame di maturità per una squadra chiamata a radunare i tifosi al suo fianco, senza spaccarli nelle opinioni come successo dopo la partita contro l’Atalanta; troppo brutta per essere vera anche se al cospetto di una squadra forte e in forma. L’Udinese non è una big ma è la squadra che, battuta, può dare una dimensione diversa al campionato del Bologna, sia in termini di classifica – restare agganciati alla parte sinistra – sia in termini di morale. Il Bologna deve dimostrare prima a se stesso e poi ai tifosi di valere qualcosa in più della quattordicesima piazza, accendere un po’ di entusiasmo, fornire linfa vitale ad un ambiente che è stanco, a torto o a ragione (non è questo il momento di discuterne), di restare anonimo nella parte destra della classifica. Inoltre, gli uomini di Donadoni devono tornare a far capire a tutti quanti che possono fare risultato ovunque, un po’ come è accaduto l’inverno scorso, fornire cioè speranze tangibili anche lontano da casa, perché quasi un anno di digiuno ci ha consegnato un Bfc su cui non si può contare più di tanto in gita. Così è come avere un calendario monco in cui si crede di poter fare risultato solo al Dall’Ara. Da Udine a Udine dunque, per rilanciare le quotazioni di una squadra al momento stabile sugli obiettivi prefissati ad inizio stagione.

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