Under pressure

Under pressure

In collaborazione con il blog Iveritifosidibologna.club

~~“Pressure pushing down on me. Pressing down on you, no man ask for under pressure, that burns a building down – La pressione mi schiaccia, la pressione ti schiaccia, nessuno chiederebbe di stare sotto una pressione che brucia un palazzo fino a distruggerlo”. Ecco a voi parte del testo, con relativa traduzione, del brano datato 1982 che porta le firme dei Queen e di David Bowie. Parla di come l’essere umano sotto pressione possa avere la terribile sensazione di essere schiacciato, senza via d’uscita. 

La data di pubblicazione richiama alla memoria felici ricordi, almeno dal punto di vista calcistico. L’Italia di Enzo Bearzot in quell’anno conquistò la sua 3 Coppa del Mondo, al termine del Mondiale di Spagna. 

Già, ma la colonna sonora che accompagnò quell’impresa è proprio la canzone con cui ho aperto questo editoriale. Mai come in quell’occasione una squadra sportiva fu messa sotto pressione, a tal punto che Bearzot decise, per la prima volta nella storia del gioco, per il silenzio stampa, al fine di proteggere i giocatori dalle critiche sopraggiunte dopo un avvio di competizione deludente. Famoso fu infatti lo scontro – verbale e non – tra Tardelli e Sconcerti.

A Casteldebole il clima che si respira non è certo migliore rispetto a quello con cui la Nazionale italiana conviveva nel 1982 nel suo ritiro spagnolo. Le contestazioni di qualche giorno fa nei confronti di Lopez, con conseguente risposta verbale da parte del tecnico uruguaiano, hanno sollevato un polverone mediatico non indifferente. Squadra e tecnico sono adesso sotto pressione come non mai, prima di tutto perché si sono momentaneamente lasciati sfuggire il secondo posto, che vale la promozione diretta, e poi perché il gioco latita da tempo immemore. Credo inoltre che alla piazza non siano andate giù le dichiarazioni di Diego Lopez, che, al termine di ogni partita, si è sempre dichiarato soddisfatto e ha evitato qualsiasi domanda scomoda da parte del giornalista di turno. I tifosi hanno, a mio modo di vedere, interpretato questo atteggiamento come un voler nascondere i problemi che questa squadra oggettivamente dimostra di avere sabato dopo sabato.

Dunque, vediamo di ricapitolare un attimo la situazione. Mancano sei partite alla fine, non siamo più padroni del nostro destino, poiché il secondo posto è ora nelle mani del Vicenza, e abbiamo sulle spalle un carico enorme di pressione e tensione. La rilassatezza che ha accompagnato questi ultimi 3 mesi è stata deleteria. Il secondo posto ha nascosto mille difficoltà e mille problemi. E ora cosa succederà? Come reagirà la squadra di fronte alla pressione cui è sottoposta? Io ho davanti agli occhi l’immagine di Bearzot e Zoff che alzano la Coppa del Mondo, a conferma che sì, sotto pressione si può rendere di più. E spero tanto che il Bologna ne rappresenti un’ulteriore testimonianza.

0 commenti

Commenta per primo!

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy