Una società debole a Casteldebole

Una società debole a Casteldebole

Mi è sempre rimasta ben impressa la tenacia con la quale Marco Tardelli, da allenatore del Cesena, prima di diventare il vice di Trapattoni alla guida della nazionale italiana di calcio, resistette alle contestazioni mossegli dalla tifoseria romagnola. Ogni qualvolta venivano trasmesse immagini dal “Manuzzi” risultava ben evidente uno striscione eloquente, esposto tra il primo ed il secondo anello dello stadio cesenate: “Tardelli Vattene”.

E’ con grande probabilità lo stesso trattamento che la tifoseria del Bologna riserverà, non incomprensibilmente, e con sempre maggior intensità, al presidente Albano Guaraldi.

A scanso di equivoci, non penso che la campagna di mercato in corso, sino ad ora deficitaria, e soprattutto la cessione di Portanova al Genoa siano l’elemento scatenante le contestazioni. E’ anzi probabile che la cessione del difensore romano sia un affare dal punto di vista economico soprattutto per il calciatore stesso, ma anche per il Bologna Football Club, che non può prescindere, a quanto pare, da movimenti di mercato in uscita.

Lasciano invece a dir poco perplessi al sottoscritto e gran parte della tifoseria, la mancanza di progettualità e l’incapacità tecnica e rappresentativa della dirigenza rossoblù.

Dal punto di vista della comunicazione questa società ha dato ampia dimostrazione di non saper affrontare con autorevolezza ed abilità né le vicende di carattere ordinario né quelle di carattere straordinario (cito ad esempio il caso Pedrelli, con l’incredibile errore nelle buste per Viviano, la gestione della vendita di Gaston Ramirez al Southampton ed infine la recentissima cessione di Portanova). In tutti questi casi è apparsa in tutta evidenza la goffaggine della società nella gestione delle comunicazioni, lasciando così spazio a congetture, polemiche e tutto ciò che ne è seguito, con comprensibile ulteriore perdita di una già flebile popolarità.

Anche dal punto di vista tecnico risulta evidente quanto la struttura e la competenza della società siano carenti. Ne è stata valente prova il calciomercato della scorsa estate, caratterizzato dalle cessioni di Ramirez, Gillet e Mudingayi, dal mancato arrivo di degni sostituti e dagli onerosi arrivi dei vari Motta e Pazienza con i loro sontuosi ingaggi.

Queste operazioni non solo hanno depauperato a livello tecnico la squadra, ma hanno reso, con tutta probabilità, ancora meno appetibile la società.

Per quanto riguarda l’organico a disposizione di Pioli, due sono le posizioni che avrebbero dovuto o dovrebbero essere adeguatamente coperte: il portiere, visto che Agliardi  ha  dimostrato di non essere adatto a ricoprire il ruolo di ultimo difensore in serie A (e purtroppo ho il sentore che difficilmente la Fiorentina, con l’intercessione del Palermo. si priverà di Viviano), ed infine le fasce laterali, specie in fase offensiva, che potrebbero essere una valida alternativa alle invenzioni di Diamanti, Gabbiadini e Gilardino.

Le note positive giungono invece dalla panchina. La squadra è nelle mani di un allenatore capace come pochi di gestire le partite e le reazioni nel corso delle stesse, nonché dotato di una spiccata personalità, che hanno consentito sino ad ora di sopperire alle carenze di una società assai debole da ogni punto di vista.

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