Un tesoro da oltre 20 milioni (in panchina)

Un tesoro da oltre 20 milioni (in panchina)

La pausa delle nazionali spalanca le porte ad un periodo morto, utile per aprire a ragionamenti extra campo.

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Ne rimarrà solamente uno.

Sembra una presa in giro ma alla lunga lista di infortunati cronici si aggiungono Helander (lombalgia) e Di Francesco (da valutare il problema alla coscia). Peccato, perché con Maietta e Verdi out lo spazio libero a disposizione era davvero goloso, considerando anche che il gigante svedese aveva iniziato a guadagnare minuti in campionato mostrando una buona affidabilità e continuità di rendimento.

La panchina, però, è lunga e le occasioni sono molteplici per sfruttare il talento fermo, inespresso. Un vero e proprio tesoro da oltre 20 milioni (valori di mercato presi da transfermarkt) che ogni domenica siede al fianco di Donadoni. Oikonomou, Donsah, Mbaye e Rizzo sono solo alcuni dei nomi che faticano a trovare spazio con continuità, uno spreco pazzesco a livello patrimoniale, un rimpianto doppio considerando il valore totale della rosa: quasi 75 milioni. 

Reparto per reparto, ecco il tesoro da cui attingere a piene mani.
Difesa: la lente di ingrandimento inquadra il greco Oikonomou e Mbaye, uno degli acquisti più onerosi della gestione Corvino. Senza dimenticare il “nostro” Ferrari, in cerca di minuti e continuità. Tra errori, incertezze, orrori e una scusante: una linea arretrata che ancora fatica (18 reti subite) nel complesso a trovare una quadratura, faticando e subendo non poco, capitan Gastaldello incluso. Il valore di mercato panchinato supera i 6 milioni di euro.

Centrocampo: personalmente il reparto maggiormente incriminato. La zona più talentuosa, più ricca, quindi inevitabilmente da cui derivano le delusioni più grandi. Donsah e Rizzo su tutti, con Viviani e Pulgar in rapida crescita. Una fortuna immensa, in pochi possiedono l’opportunità di poter formare almeno 2 linee mediane solide e all’altezza del campionato di Serie A. Il problema maggiore risiede nella quantità impressionante di infortuni rimediati da Donsah, Rizzo e Viviani. Qualità, forza fisica, dinamismo e gol: sempre avanti con la linea verde, quella in panchina ha tutte le potenzialità per essere devastante. In questo caso, il patrimonio inespresso è di ben 15 milioni.

Attacco: il giovane Sadiq, Mounier il desaparecido. La partita con la Roma ha messo in luce il giovane attaccante africano, in grado di sfoderare una prestazione maiuscola. Il ritorno di Destro pone però un problema irrisolvibile in caso di attacco a 3: la possibilità di schierare una punta centrale di ruolo. E Destro non verrà mai trattato alla pari degli altri, per troppo motivi. Errore o meno sarà sempre lui (se supportato dalla salute) l’attaccante titolare di questa squadra. Sugli esterni la musica è diversa, perché oltre alla coppia Verdi / Krejci abbiamo visto poco. Mounier e Di Francesco (speriamo non sia nulla di grave) vanno a caccia di minuti. Anche qua il valore di mercato supera i 6 milioni.

Sia ben chiaro: parliamo di valori di mercato, ossia quanto dovrebbe valere il cartellino del calciatore. Un valore ipotetico, che non funziona in maniera diretta con le logiche dell’attuale mercato. Facile intuire, quindi, come il totale del patrimonio rossoblù possa essere superiore, anche di molto, considerando la giovane età e il talento oggettivo di diversi attori non protagonisti.

La fila per Gabbiadini, la classifica punitiva e la burocrazia per lo stadio. I problemi sono tanti ma la rosa è lunga: il primo modo per patrimonializzare il club è valorizzare i giovani calciatori, non dimentichiamolo mai.

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