Un ottimo Bologna da trasferta, ma ora c’è da riconquistare il Dall’Ara

Un ottimo Bologna da trasferta, ma ora c’è da riconquistare il Dall’Ara

Cosa manca a questo Bologna per crescere? Dopo tante ottime prestazioni e altrettanti ottimi risultati lontano dal Dall’Ara è necessario trovare continuità tra le mure amiche. E l’occasione che si presenta domenica è da afferrare al volo.

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Espugnato il Mapei, raggiunta quota 26 punti e agganciato il dodicesimo posto in classifica: ecco la fotografia dell’attuale momento rossoblù, una cartolina sincera solo in parte perché la situazione che inizia a delinearsi nel campionato italiano potrebbe riservare un percorso di ulteriore crescita per il gruppo di Donadoni. Tanta fiducia e continuità, soprattutto a livello di tenuta fisica degli elementi di maggior qualità e carisma, non possono che giovare ad un gruppo finalmente vicino alla trovata identità, derivata anche dall’innesto di pedine importanti destinate a tappare quelle famose falle appurate in fase di inizio campionato. Ma per una squadra che si rinforza, ne troviamo altre in lotta per le stesse posizioni dei rossoblù in procinto di indebolirsi sensibilmente: il Chievo, per esempio, pronto a salutare Paloschi a soli due giorni dalla chiusura del mercato e l’Atalanta, già orfana di Maxi Moralez, Grassi e Denis promesso sposo dell’Indipendiente, senza tralasciare il Genoa, protagonista dell’ennesima rivoluzione. No, non mi sono dimenticato della Samp: i blucerchiati sono sempre più vittima di un Ferrero in versione Guaraldi, obbligato a vendere tutto il vendibile per sopravvivere fino al termine della stagione. Effettivamente a Genova stanno scherzando con il fuoco. Eder e Zukanovic rappresentano partenze pesanti, il primo in particolare anche a fronte degli ultimi strepitosi campionati disputati. Il nostro oriundo Enrique Iglesias (dai sono uguali!) non dovrebbe essere del match per via dell’imminente passaggio all’Inter di Mancini, spogliando Montella e la Samp del proprio miglior marcatore e riferimento offensivo.

eder enrique iglesias

Proprio i genovesi saranno i prossimi avversari del Bologna al Dall’Ara.

Un’opportunità troppo ghiotta, l’ennesima prova del nove ma questa volta senza scusanti o giustificazioni: si sfida una squadra in palese difficoltà e in continuo cambiamento, credo sia obbligatorio riconquistare casa nostra, basti pensare che dei 26 punti solo 11 sono stati conquistati al Dall’Ara. Già, perché la crescita accennata nelle prime righe passa anche da un cammino casalingo soddisfacente, un cammino in grado di generare entusiasmo e creare quindi una cornice davvero apprezzabile di pubblico. Una stagione nata sotto una cattiva stella (risultati praticamente nulli per 10 giornate) rischia di trasformarsi in una delle più redditizie degli ultimi anni, sfondando quel tetto insperato di 50 punti. Non è questione di centrare o meno la salvezza, non credo sia un traguardo in dubbio, quanto di effettuare quel salto di qualità, quel cambio di status che concretamente può concedere benefici alla società di Saputo: giocatori maggiormente propensi a vestirsi di rossoblù, sponsor, attenzione dei media e tanto altro ancora. E’ una dimensione a cui non siamo abituati, un mondo nuovo. Perché è facile lamentarsi alla vista di uno stadio con tanti seggiolini vuoti, più difficile è dare spiegazioni logiche. Una è stata sicuramente l’incapacità di fidelizzare il pubblico “occasionale” e le nuove generazioni, formando un buco nero durato dieci anni costellati da più stagioni a rischio fallimento che in Serie A. Adesso non ci resta che prenderci tutto ciò che abbiamo perso in questi anni, (ri)partendo dalla Samp e difendere il Dall’Ara.

Chiusura dedicata al mercato di gennaio, Corvino è stata sufficientemente chiaro: “Saputo ha già fatto tanti sforzi”, quindi caccia ai saldi. Un mercato ad effetto domino e di difficile previsione, con Eder in nerazzurro Biabiany potrebbe diventare ancora più appetibile. Non solo, attenzione a chi cerca altre pedine per rinforzarsi, quindi Fiorentina e Napoli: dopo Tino Costa, i violi corteggiano in maniera serrata Cigarini, Mati Fernandez già sotto utilizzato rischierebbe di non vedere mai il campo, il direttore salentino lo monitora; diverso il discorso relativo a El Kaddouri perché il Napoli ha già perso Grassi dopo il primo allenamento. Tutto ciò senza perdere di vista la pista che porta dritta a Constant, davvero imminente il suo approdo sotto le Due Torri.

Poche certezze quindi se non una sola: si cercherà una pedina multifunzionale ed economicamente vantaggiosa, con un occhio già puntato a quest’estate.

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