Tutti uniti per la Serie A

Tutti uniti per la Serie A

Otto partite per evitare la lotteria dei play-off e difenderci con le unghie e con i denti dal Vicenza che ci ha raggiunto dopo la vittoria con l’Avellino. Per ora (al netto di questo turno di campionato che potrebbe rivoluzionare la classifica) virtualmente non siamo più secondi, ma dovremo attendere martedì prossimo per conoscere sia l’esito del recupero di Frosinone-Latina, che potrebbe portare i ciociari ad avvicinarsi, sia la sentenza delle Sezioni Unite, che dovranno decidere se restituirci o meno il punto di penalizzazione. In ogni caso la Serie A dovremo conquistarla sul campo, senza fare troppo affidamento su questo esiguo (o nullo) vantaggio. 

Il momento più caldo della stagione è cominciato e siamo in piena corsa per la Serie A, ecco perché c’è bisogno di tutti e tutta la città dovrebbe stringersi attorno a questa squadra. Il nostro futuro dipende dalle prossime otto partite. Come tifosi, se vogliamo renderci utili, dovremmo solamente stringerci attorno a questo gruppo, posticipando ogni eventuale critica a fine stagione, quando si tireranno le somme. Ora che vediamo il traguardo, ma siamo ancora troppo lontani per pensare di farcela, dobbiamo continuare a remare, a testa bassa, seguendo le indicazioni di Lopez, il timoniere che spesso finisce sulla graticola, ma che continua a difendere il proprio equipaggio e le proprie scelte, facendo leva sui risultati, che in realtà arrivano più per demeriti altrui, che per meriti nostri, ma che ora ci vedono ancora al secondo posto, quindi idealmente in serie A. In ogni caso questo rush finale non sarà una passeggiata, perché ci sono ancora 24 punti a disposizione ed al primo passo falso, potremmo essere raggiunti.

Per riuscire nell’impresa che tutti noi ci auguriamo, la squadra dovrà essere cinica e spietata e dovrà cercare di superare gli avversari prima di tutto sul piano dell’agonismo. Ci vuole fame per andare in serie A e Lopez (che ne è consapevole) dovrà alimentare questa fame lavorando sulla testa del gruppo, settimana dopo settimana, cercando al tempo stesso di mettere in campo la formazione migliore possibile e lasciandosi scivolare addosso le critiche provenienti da buona parte della piazza, che ormai lo sopporta anziché supportarlo.

Personalmente anch’io non capisco molte scelte del Mister. Non sono un esperto di tattica, ma mi sembra ovvio che il Bologna abbia parecchi problemi in attacco e non in difesa. Da inesperto quale sono mi chiedo, se la difesa funziona e l’attacco no, allora perché si cambia in difesa, passando a tre, mentre l’attacco rimane inalterato? In realtà con il passaggio a tre, qualche miglioramento in fase offensiva si è visto. Forse perché con questo sistema di gioco, si riescono a presidiare meglio le fasce e ad allargare il gioco? Forse perché i terzini, come esterni di centrocampo, arrivano con maggior facilità a crossare dal fondo? Sono tutte domande che mi pongo, ma non ho la pretesa di conoscere le risposte e non mi metto a criticare Lopez (non capire le sue scelte non significa criticare).

In questo momento, se vogliamo bene al Bologna, dovremmo evitare qualsiasi polemica (anche se fa notizia) e pensare esclusivamente al bene del club. Società, squadra e tecnico dovrebbero essere lasciati in pace, dovrebbero concentrarsi unicamente sul campo,dovrebbero correre, lottare e sudare, a testa bassa, prendendo esempio da quei tifosi che nonostante la delusione di Carpi, oggi saranno al Rigamonti di Brescia, a difendere la loro passione. I ragazzi di Lopez potranno contare sul sostegno di questi “veri tifosi” e l’intera città dovrebbe seguirli nei prossimi due mesi, partecipando con entusiasmo ma evitando di fischiare o criticare. Solo così si potranno mettere squadra e tecnico nelle migliori condizioni possibili per raggiungere la promozione. Niente distrazioni, niente polemiche, almeno fino alla fine di questo maledetto campionato di Serie B.

Sì perché nessuno di noi avrebbe voluto retrocedere, ma ora siamo qua e finalmente abbiamo alle spalle un progetto serio. Manteniamo la calma e proviamo in tutti i modi a guadagnare tempo, raggiungendo da subito la serie A, ma tenendo a mente che, qualora non dovessimo riuscirci, potremmo consolarci pensando che c’è chi sta molto peggio di noi (vedi Parma per citare il caso più noto), con la speranza che quello di Saputo a Bologna, sia realmente un progetto a lungo termine, che potrebbe subire un brusco e doloroso contrattempo, nella malaugurata ipotesi in cui non dovessimo ottenere la promozione immediata, ma che nel lungo periodo potrebbe riportare il Bologna dove tutti noi speriamo, nella parte sinistra della classifica di serie A.

Un passo alla volta giochiamoci queste otto finali, come se non ci fosse un domani, ma con la calma interiore data da una certezza acquisita: il domani ci sarà. Partiamo da Brescia per imporre questa nuova mentalità, liberandoci dalla pressione di dover vincere per forza.

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