Tre motivi per cui il pessimismo è fuori luogo

Tre motivi per cui il pessimismo è fuori luogo

in collaborazione con il blog Iveritifosidibologna.club

In quelle che sono ormai le consuete abitudini delle giornate estive, relative alle letture sotto l’ombrellone, mi è capitata tra le mani l’autobiografia di Cassius Clay, meglio noto come Muhammad Ali, intitolata “Con l’anima di una farfalla”. Tra le frasi del celeberrimo pugile originario di Louisville che mi hanno maggiormente colpito vi è la seguente “Dentro un ring o fuori non c’è niente di male a cadere. E’ sbagliato rimanere a terra”. Il Bologna è caduto tante volte nel corso della sua storia recente o meno. Come non dimenticare lo scorso anno, in cui tutti noi siamo caduti in quel calderone rovente e melmoso che è la serie B. Ma dopo appena una stagione, vissuta in maniera agonica partita dopo partita, ci siamo rialzati.

Ritengo esistano almeno tre motivi per cui il tifoso rossoblu debba essere ottimista, sia per la stagione che comincerà tra circa un mese, sia per quelle a seguire.

Numero uno, la società. Alla base di una squadra competitiva c’è sempre una società all’altezza. Il trio Tacopina-Saputo-Corvino, coadiuvato da un Marco Di Vaio ormai parte integrante dell’ambiente rossoblu, è di livello medio-alto, e non credo che molte realtà di serie A possano vantare tale mix di liquidità monetaria e esperienza.

Numero due, il mercato. Se, relativamente al primo punto, credo che nessuno abbia qualcosa da obiettare, su questa seconda questione le critiche non mancheranno. Il giocattolino che la società sta regalando a Delio Rossi al sottoscritto comincia a piacere parecchio, visto e considerato che siamo una neo promossa. Cominciamo dal reparto arretrato. Blindata la porta con l’arrivo di Mirante, possiamo vantare come secondo Da Costa, e abbiamo potuto notare come la coppia sia stata perfetta nelle amichevoli sino a qui disputate. L’arrivo di Rossettini ha completato invece il pacchetto di difensori centrali che già vantava Oikonomou, Maietta e Gastaldello. Sulle fasce qualcosina da sistemare ancora c’è. Mbaye e Masina, per quanto promettenti che siano, hanno bisogno di tempo per adattarsi alla serie A e dunque difficilmente partiranno titolari nello schieramento tattico di Rossi. Passando al centrocampo, con i recenti arrivi sotto le due Torri di Brighi e Duncan, il reparto è completo e lo ritengo perfetto, visto e considerato che offre il giusto mix di giovinezza ed esperienza. Veniamo infine alle note dolenti, ovvero l’attacco. Sembrava fatta per Quintero, ma le cose si sono poi complicate. In attesa di ulteriori sviluppi, il Bologna continua a non mollare la pista El Kaddouri. Tra i due preferirei indubbiamente il primo, a patto però che non si facciano follie. Per venti milioni di euro si può trovare qualcuno di pari livello, se non superiore. Per il ruolo di prima punta invece i nomi non mancano, visto e considerato che il Bologna ha bisogno di almeno un paio di attaccanti. Defrel ha fatto vedere ottime qualità, e penso abbia l’età giusta per far sbocciare definitivamente il proprio talento. Dunque spero di vederlo presto in rossoblu.

Numero tre, la tifoseria. Io continuo a pensare che i tifosi rappresentino il dodicesimo uomo in campo, e mi piacerebbe tanto che fosse vero, dato che il calore di quelli bolognesi, mai goduti a parte, è sempre stato il fiore all’occhiello di questa città. Il boom di abbonamenti vista la promozione giocherà senza dubbio a favore della squadra. Dunque, conquistiamolA (per il momento la salvezza, in futuro magari l’Europa)!

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