#trasciniAmoci

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Il Bologna, secondo, pareggia in casa della penultima in classifica al termine di una partita in cui le diciotto posizioni di differenza non si sono viste per nulla, anzi: se c’era una squadra che doveva vincere, quella era senza dubbio il Brescia. È perciò un’altra prestazione opaca e piena di affanni quella offerta ieri dal Bologna, ad avvalorare la tesi che la vittoria contro il Livorno di due settimane fa fosse stata soprattutto demerito dei toscani, più che merito dei rossoblù.

In dieci giorni il Bologna ha sfidato la testa e la coda della classifica, uscendone con un solo punto in più in classifica: troppo poco, per una squadra che deve tornare in Serie A. Paradossalmente, al di là del risultato, contro il Carpi gli uomini di Lopez si erano mossi molto meglio rispetto a ieri, sfiorando ripetutamente il vantaggio prima di crollare. A Brescia no, a Brescia sono stati gli altri a metterci sotto per quasi novanta minuti, e solamente grazie all’ennesima prestazione superlativa di Da Costa non sono usciti dal Rigamonti con zero punti. Il portiere brasiliano continua a parare i tiri degli avversari e il didietro del Bologna: il conto dei miracoli dell’ex Samp ormai è stato perso. Assieme a lui, migliore in campo l’altro acquisto arrivato dalla Doria Gianluca Sansone, il più vivo del reparto offensivo nelle ultime settimane. Ha avuto una chance, una sola, e ha bucato Arcari all’angolino: fortuna che c’è lui. Sì perché, attualmente, accanto c’è il nulla. Mancosu da quando è arrivato a Bologna deve stare attento ai Ghostbusters, perché lo guarderebbero con sospetto. Cacia, ieri assente, di certo non è apparso molto più corporeo del numero dieci e i suoi numeri lo certificano.

Questa squadra ormai arranca più che muoversi, passeggia più che correre, soffre più che far soffrire. C’è qualcosa che non va, e ormai le parole e le disamine si sprecano da mesi. Il refrain “siamo sempre secondi” resta valido ma più risicato ogni settimana che passa. Come detto dopo Trapani, se la situazione resta tale la promozione purtroppo diventa un miraggio. Dietro, infatti, il tafazzismo diffuso a cui siamo aggrappati non può valere sempre: che voglia o meno, ogni tanto una delle inseguitrici vince. E un Bologna così spento diventa una facile preda. Siamo cotti? Sembrerebbe di sì. Però si andrà avanti così fino alla fine, e toccherà a questo gruppo trovare, scovare, estrarre ogni singolo granello di forza rimasto. Allenatore incluso, anche ieri tutt’altro che impeccabile. La parola d’ordine, quel #conquistiamola che vige da mesi, ora sembra sempre più pallida: un #trasciniAmoci andrebbe bene lo stesso. Basta farlo, però.

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