“Torneremo in serie B”. Stiamo sereni, è ancora presto per parlare!

“Torneremo in serie B”. Stiamo sereni, è ancora presto per parlare!

Calma. Serenità. Ottimismo. Ecco quello che serve adesso, perchè non ha senso fasciarsi la testa ed essere pessimisti prima ancora che il campionato cominci. Sono fatto così, mi piace sempre guardare il bicchiere mezzo pieno quando si parla di Bologna: lo facevo un anno fa quando non si sapeva a che punto della stagione saremmo arrivati senza fallire, lo facevo quando sembrava che potesse saltare la trattativa che ci avrebbe consegnato agli americani, ho continuato a farlo per tutta la primavera scorsa quando vincere una partita sembrava un utopia e non ho smesso di farlo durante i playoff quando, in teoria, “le altre sono più forti e corrono di più”. Non vedo quindi perchè dovrei essere negativo in questo momento, quando mancano quattro giorni all’inizio del campionato e quando la squadra è ancora incompleta. Il Bologna che vediamo oggi nelle “formazioni tipo” che leggiamo dai quotidiani, non è lo stesso che vedremo al termine del mercato. Se le cose andranno come si spera, avremo un nuovo trequartista, un terzino in più, due nuovi attaccanti e probabilmente anche un’altra mezzala. Allo stesso tempo, però, lo ammetto: se questi rinforzi non dovessero arrivare, allora comincerò a preoccuparmi, ma per il momento nutro estrema fiducia nel lavoro di Corvino e nelle tasche di Saputo. La grande domanda che gira in questi giorni è: “Ma questo Bologna, riuscirà a salvarsi?”. Penso che tra le righe si possa leggere il mio pensiero, ma c’è gente che non è dello stesso avviso. La realtà è che, ad oggi, non si possono fare previsioni guardando solamente il mercato in entrata e quello in uscita delle squadre. E le stesse previsioni, non si potranno fare nemmeno alla chiusura del calcio-mercato: servirà almeno un mese -se non un paio- per farsi un’idea di chi potrà rischiare più degli altri, e forse non sarà nemmeno sufficiente. Durante la stagione entreranno in gioco troppe variabili, e saranno queste a decidere le sorti della stagione: tra infortuni, poca sintonia tra i giocatori, rischi di stipendi non pagati o in ritardo, esoneri di allenatori che non rendono, cali psicologici e fisici, c’è la possibilità che anche una squadra che oggi sogna l’Europa League finisca nel calderone delle sofferenti nelle ultime giornate. Il campionato non sarà una pura e semplice osservazione di nomi e “storia” di giocatori che compongono la rosa di un squadra, ma tutto verrà deciso da un goal al novantesimo, da una espulsione dopo dieci minuti o da un rigore finito sulla traversa. Proprio per questo penso che, per quanto la prestazione di venerdì sera sia stata abbastanza preoccupante ed allarmante, non è ancora il momento di pronunciare il fatidico “Se giochiamo così andiamo in serie B sicuramente”, che ho sentito da diverse persone il giorno di Ferragosto. Calma ragazzi, mancano ancora quindici giorni alla fine del mercato, ma soprattutto (particolare che non sottovaluterei) mancano ancora trentotto partite alla fine del campionato, quindi non ha senso pensare che questa squadra possa tornare in Purgatorio dopo un solo anno di Paradiso. Non nego, però, che non mi meraviglierei se il Bologna tornasse a casa dall’Olimpico con la coda tra le gambe e la testa china. La Lazio parte avvantaggiata (anche se con l’idea del doppio impegno nei playoff di Champions) e sarei un bugiardo a dire che mi aspetto un Bologna vincitore. Perchè è giusto essere ottimisti, ma senza perdere la lucidità e l’oggettività. Nonostante questo, stiamo sereni, le cose cambieranno e vedremo sicuramente un Bologna migliore.

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