Teniamoci stretto Donadoni: il nostro mister è una garanzia

Teniamoci stretto Donadoni: il nostro mister è una garanzia

di Alessandro Reni

In questi giorni le voci che vogliono il futuro dell’attuale tecnico rossoblù lontano dalle Due Torri si fanno sempre più insistenti. Anzi, a dire la verità queste ultime ricorrono da più di un mese, per essere precisi. Lo straordinario andamento della squadra felsinea è sotto gli occhi di tutti, complice la mano di un allenatore troppo sottovalutato e scartato nonostante i successi ottenuti negli ultimi anni(a parte l’ultimo che ha visto la retrocessione del Parma e poi il suo fallimento per motivi i quali sono ormai arcinoti), soprattutto durante la stagione 2013-2014(campionato che noi ricordiamo amaramente dato che il Bologna è retrocesso in serie B) quando ha condotto i ducali ai preliminari di Europa League, traguardo frutto di un rendimento stagionale strepitoso da parte dei crociati, anche se per le stesse ragioni che hanno portato il team parmense al baratro più profondo e abissale della sua storia la qualificazione è stata di fatto assegnata al club posizionato dietro al Parma in graduatoria, vale a dire il Torino.

Quest’anno, però, ritengo che la cura miracolosa del commissario tecnico bergamasco non sia davvero sfuggita a nessuno, in quanto è riuscito a far salire i petroniani dalla cosiddetta “zona rossa” all’ultimo posto della parte sinistra della classifica a pari punti con l’Empoli(34), che per noi equivale a un piccolo Scudetto (e non esagero). Credo anche che il Bologna in questo momento potrebbe anche puntare al settimo posto (perché no?): i mezzi e le potenzialità per conseguire questo obiettivo certamente non mancano, a maggior ragione se al timone c’è Donadoni. L’allenatore lombardo, oltre a vantare un palmarès di tutto rispetto (ha guidato ottimamente anche la Nazionale agli Europei del 2008 in Austria e in Svizzera), si presenta anche come un vero e proprio “signore” dal punto di vista umano, e lo ha dimostrato soprattutto l’anno scorso in occasione della totale débâcle societaria del Parma, dove è stato l’ultimo ad abbandonare una barca il cui affondamento si è rivelato inevitabile quando magari altri al suo posto avrebbero reagito in tutt’altra maniera; è anche una persona molto schietta, chiara, corretta e tranquilla, uno che non alza mai la voce e che raramente sbraita, nemmeno nel corso di una partita; non è un Mihajlovic, tanto per rendere l’idea. Insomma, è l’emblema dell’allenatore perfetto. E ve lo dice uno che ha sempre difeso Delio Rossi e che inizialmente non ha accettato di buon grado il suo esonero.                                                                                                               

Non posso fare a meno di nutrire preoccupazioni ogni volta che sento parlare del Milan interessato a Donadoni qualora Mihajlovic non dovesse raggiungere almeno l’Europa League, come mi ritrovo a storcere il naso quando sento affermare da alcuni opinionisti o giornalisti che il nostro mister meriti di guidare un top club(vero che il Bologna a livello sportivo e mediatico non ha lo stesso appeal di Juve, Inter, Roma, Napoli e Milan ma lo è altrettanto il fatto che con Saputo l’aria è cambiata nel capoluogo emiliano, pertanto meriterebbe maggiore rispetto e considerazione). Ciò che temo di più è l’interesse dei rossoneri, perché Donadoni, sebbene la sua serietà gli imponga di evitare di lasciare una causa per sposarne un’altra, è da sempre molto legato al Milan dove ha ottenuto i migliori successi nella sua carriera da calciatore(è stimatissimo anche dai tifosi della squadra meneghina); suppongo però che ci pensi bene prima di abbandonare un progetto ambizioso come quello che gli assicura il nostro patron. Io da tifoso mi auguro che rimanga, ma da uomo non potrei biasimarlo se decidesse di andare ad allenare il club di Berlusconi: sarebbe una scelta totalmente legittima. Andare in grandi team come il Milan, però, comporta dei rischi: nemmeno un solo risultato negativo verrebbe perdonato, e di questi tempi portare a casa successi per i Diavoli non è mai semplice per nessuno(Inzaghi e Seedorf ne sanno qualcosa). Detto questo, confido vivamente sulla lunga permanenza di Donadoni, perché, a meno che non voglia a tutti i costi andare via lui, il nostro tecnico non si tocca.      

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