Stagione primaverile e Bologna, tra paura e voglia di andare lontano

Stagione primaverile e Bologna, tra paura e voglia di andare lontano

in collaborazione con il blog Iveritifosidibologna.club

“Primavera non bussa, lei entra sicura, come il fumo lei penetra in ogni fessura. Ha le labbra di carne, i capelli di grano, che paura, che voglia che ti prenda per mano. Che paura, che voglia che porti lontano”. Così cantava nel 1971 Fabrizio de André, nel brano “Il chimico”.

Il caldo vento primaverile che ha accompagnato il match casalingo del Bologna contro il Livorno ha sancito in maniera definitiva la fine della stagione invernale. I rossoblu, da buoni mammiferi, si sono svegliati dal torpore che ha accompagnato gli ultimi tre mesi e hanno finalmente vinto e convinto, salendo di gran carriera probabilmente sull’ultimo treno che porta dritto alla serie A. 

Sabato scorso è stata a tutti gli effetti la giornata delle novità: clima piacevole, modulo nuovo – il 3-5-2 – e un’ottima intesa tra i reparti, ora consapevoli delle giuste distanze da mantenere tra loro. 

Della novità di clima abbiamo già accennato qualcosa all’inizio di questo editoriale. E’ cominciata la stagione che forse tutti noi amiamo di più, assieme a quella prenatalizia, perché è la prima dopo il buio invernale e porta con sé tante speranze per il futuro. Ma alla “voglia che porti lontano” corrisponde in egual misura un alone di paura, di timore che quelle speranze possano essere disilluse. E il medesimo discorso vale per il Bologna. I felsinei hanno l’occasione di dare continuità a quanto fatto vedere nello scorso match già questa sera, nella sfida contro il Carpi che vale un’intera stagione.

E allora ecco che possiamo parlare del nuovo modulo rischiato da Lopez, bravo a cambiare in un momento critico. Il 3-5-2 sembra essere cucito addosso a questa rosa. Il trio difensivo Maietta-Gastaldello-Oikonomou offre buona solidità, non limitando allo stesso tempo le spiccate doti offensive del greco, che spesso e volentieri si propone in area di rigore avversaria. A centrocampo Matuzalem detta ottimamente i tempi, Zuculini è la scheggia impazzita e imprevedibile e anche la coppia di esterni Casarini-Morleo non è mai apparsa così competitiva. Infine l’attacco. Cacia e Sansone iniziano a trovarsi con più continuità, come testimonia il perfetto assist del primo per il secondo. 

Primavera e Bologna è pertanto lo strano dualismo che ci accompagnerà fino al termine della stagione. Così come è strano il dualismo che esiste tra paura e voglia di andare lontano. Ma la quadratura del cerchio è stata trovata, per cui da qui alla fine dritti alla meta senza timori reverenziali. ConquistiamolA!

0 commenti

Commenta per primo!

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy