Rabbia e delusione comprensibili ma criticare Saputo è da irresponsabili

Rabbia e delusione comprensibili ma criticare Saputo è da irresponsabili

Il mondo Bologna scosso dalle recenti prestazioni dei Rossoblù e da alcune dichiarazioni societarie …

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Ripartiamo dalla delusione di domenica pomeriggio, associata alla rabbia della cocente sconfitta in casa dell’Udinese nel precedente turno.
Tutto questo e alcune dichiarazioni della società (stato contrattuale del nostro centrocampista Blerim Džemaili, che forse potevano essere taciute in questo periodo non del tutto piacevole per il Bologna), hanno fatto scatenare i tifosi da tastiera (quelli della curva continuano a cantare e a sostenere ad alta voce la squadra).
Questo non è sicuramente un momento felice per i nostri colori.
Il gioco tende a mancare in campo, non riusciamo creare occasioni da goal e molto spesso scendiamo sul terreno di gioco con poca cattiveria e quasi con un pizzico di rassegnazione.
Siamo a 17 punti, in un campionato che comunque ha ancora tutto un girone di ritorno da giocare.
Ora è un momento difficile e lo sappiamo molto bene.
La situazione è mutata: prima portavamo un buon gioco in campo e non riuscivamo ad ottenere i punti che ci saremmo meritati, ora decisamente siamo calati nel gioco e nella personalità (complice anche molti infortuni) e i risultati tendono a non maturare.

Proviamo ad immaginare la classifica del Bologna senza torti arbitrali, quei punti maledettamente persi non solo per incapacità arbitrali ma anche quelli gettati al vento per singole ingenuità (avvenute il più delle volte, nei minuti finali della partita).
La scandalosa partita con il Genoa, il rigore concesso alla Lazio, le ingenuità con il Sassuolo, con la Fiorentina e con l’Udinese.
Dove saremmo adesso??
Noni, Ottavi, Settimi???
Staremmo parlando di un’altra stagione, di un altro Bologna.
Il Bologna meritava molto di più, molti più punti ma ahimè il calcio non si fa né con i se né con i ma …
Questa è la nostra posizione in classifica, quintultimi con le sfide alle dirette avversarie portate a casa: 3-1 con il Palermo e 2-0 contro il Crotone (unico pareggio nella sfida contro l’Empoli).
Domenica ci attende la sfida contro il Pescara, altra squadra invischiata nella zona retrocessione.
Una sfida che deve essere vinta con tranquillità e mostrando gioco e capacità offensiva.

Cosa è mancato contro l’Empoli?
È mancato il Bologna nel primo tempo, è mancata la sua aggressività in campo, sono mancate anche le geometrie dettate da Nagy e la cattiveria di Destro.
Nel secondo tempo un altro Bologna, aggressivo e voglioso di segnare.
I polmoni e la gamba di Krafth hanno sicuramente aiutato in questo.
E’ anche giusto sottolineare come la squadra toscana non sia stata mai pericolosa, come non sia stata mai in grado di mettere in difficoltà la nostra linea difensiva.
Siamo stati ingenui noi a non sfruttare questa ghiotta occasione, questa possibilità di gettare nuovamente nel baratro l’Empoli e di superare il Sassuolo.

Questa rabbia, frustrazione e delusione su chi può essere riversata?
Sulla squadra? Certo perché no, il primo è stato proprio Blerim Džemaili ad essersi vergognato della prestazione contro l’Udinese tanto da non andare sotto la curva a salutare i tifosi.
Attaccarsi e criticare le ingenuità dei singoli giocatori o le loro prestazioni è nel pieno diritto del tifoso, ovviamente sempre nei modi consoni atti a non offendere nessuno.
Alcuni giocatori in questa stagione ci hanno dato modo di fare questo, per la loro condizione fisica, per il loro modo di presentarsi in campo, di gestire i nervi durante la gara o semplicemente per il loro modo di giocare in questa Serie A.
Sull’allenatore? Assolutamente, Donadoni (non posso nascondermi dietro un dito) ha sbagliato in più di un’occasione, prima fra tutte la scelta nella sfida contro l’Udinese di non schierare Krafth, Viviani, Nagy e Di Francesco; per far spazio a Torosidis, Taider (in fase calante, doveva riposare), Pulgar (partita vergognosa la sua, inaccettabile questa sua spocchia nel gioco e questo reiterare la sua incapacità di gestire i nervi) e Mounier (una scommessa persa).
Donadoni nelle ultime uscite non è riuscito a prepare al meglio la partita (mi viene in mente la sconfitta contro una mediocre Atalanta e la brutta prestazione con l’Udinese) e anche nel momento di operare delle sostituzioni il più delle volte non ha letto i bisogni primari del Bologna in campo per poter svoltare la partita.
Questo mio pensiero mi trova d’accordo con chi vorrebbe l’esonero dell’allenatore?
Assolutamente NO.
Io credo nelle capacità del nostro mister, credo nella sua personalità e nella sua politica del lavoro.
Una persona capace di ponderare al meglio le parole e allo stesso tempo di spronare i nostri ragazzi.
L’uomo giusto, a mio avviso, per questo Bologna.

Il tifoso che attacca Saputo io proprio non lo riesco a tollerare; non solo il tifoso ma anche il giornalista.
Saputo è il nostro presidente, la nostra linfa vitale, un uomo disposto a spendere 5 milioni al mese per far vivere i nostri sogni.
Uno dei 150 uomini più ricchi del pianeta che ha deciso di investire sul Bologna e sulla città di Bologna.
E’ da irrispettosi e incoscienti criticare aspramente Saputo.
Cosa pensavate di ottenere con Saputo? Serie B, Salvezza, Qualificazione in Europa League, Champions League e poi magari nei primi tre anni sollevare qualche trofeo?
Sperare non costa nulla ma accanirsi è un comportamento da “anti-Bologna”.
Dove saremmo adesso senza Saputo? Ve lo dico io, a braccetto stretto stretto con il Parma.
E la gente si lamenta se anche quest’anno non lotteremo per l’Europa League.
Io non smetterò di ripeterlo, finché non avremo un nostro Stadio di proprietà e finché non arriveranno dei veri introiti (non i 5 milioni mensili di Saputo per far andare avanti la baracca), l’Europa è un sogno da riporre con consapevolezza nel cassetto.

La gente si dimentica subito degli 11 milioni investiti da Saputo per il Restyling del centro tecnico Nicolò Galli (Casteldebole), si dimentica che in soli due anni ha investito più di 100 milioni, si dimentica del progetto in essere per l’ammodernamento e il Restyling del Dall’Ara.
Il tifoso medio si dimentica di tante cose ed è capace solo a criticare.
Facciamo crescere i nostri giovani, proviamo a lottare in ogni partita ma cerchiamo di evitare di mettere in discussione il progetto Saputo; perché chi afferma che “Il Bologna è la succursale di un canadese” o non ama il Bologna o cerca di far vendere il più possibile i giornali.

Saputo non si discute.
Il Bologna non si discute.

 

1 commenti

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  1. Andrea1967 - 8 mesi fa

    Sono assolutamente d’accordo. E’ in questo momento che bisogna stare vicini alla squadra. Senza Saputo non c’è il Bologna FC… dove erano i “Milordini” quando Guaraldi non stava fallendo…

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