Siamo il Bologna, non dobbiamo temere nessuno

Siamo il Bologna, non dobbiamo temere nessuno

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~~Martedì ho rischiato la vita, davvero. Non credo di essere stato l’unico, magra consolazione. Mettiamo subito le cose in chiaro: l’Avellino, pur gonfiando tre volte la rete al Dall’Ara, non ha fatto niente di trascendentale. L’unico reale merito dei biancoverdi è stata la capacità di soffrire e di restare attaccati alla partita, il rimanente è stato gentile concessione dei rossoblù.

Forse i regaz in campo pativano una fame immane, non trovo altra spiegazione alla sagra del gol mangiato. Un vizio cronico, che in realtà ci portiamo dietro da troppo tempo: le partite vanno chiuse, soprattutto quando sei in grado poiché ne hai il pieno controllo.

Bene, nonostante questo problema e una difesa che ha incominciato a sbandare peggio di un barbone ubriaco siamo in finale playoff con la possibilità di guadagnarci la massima serie in casa nostra. Ciò significa inevitabilmente che abbiamo una percezione errata dei nostri avversari: fino a prova contraria, infatti, in campionato ci hanno quasi tutti guardato le spalle. Nonostante tutti i problemi evidenti di questo collettivo, ripeto.

Essere tornati in possesso del fattore campo/classifica concesso dal regolamento playoff rappresenta un vantaggio non indifferente, del resto ne abbiamo avuto la dimostrazione proprio durante lo svolgimento della semifinale contro l’Avellino. Una squadra che segna poco e – di norma – subisce poco parte sicuramente qualche passo avanti, sotto questo punto di vista sarebbe di vitale importanza replicare questa sera la stessa prestazione vista al Partenio: solida e opportunista, regalandoci la ghiottissima opportunità di giocarci il pass per la Serie A in un Dall’Ara sold out.

A proposito: con la curva Bulgarelli ormai esaurita, aprire anche la San Luca dovrebbe essere il minimo. Sono certo che così è, e così sarà, quindi non ci resta altro che aspettare.

Volto pagina per dedicarmi alla lettura in chiave tattica della partita, ciò che più mi piace. Diciamolo, fa figo, puoi atteggiarti da esperto. In realtà sei una specie di nerd del pallone: c’è chi legge fumetti, chi smanetta a computer e chi si gode lo spettacolo offerto dalla Serie B islandese. Parlando di islandesi, Bjarnason (grazie Wikipedia) da ormai diverso tempo ha guadagato un posto di primissimo ordine nell’undici abruzzese. La gara si giocherà presumibilmente tra le due trequarti: Krsticic o Laribi e Bjarnason, appunto. Più che altro bisognerà capire quanto il biondissimo centrocampista sarà in grado di assicurare copertura ad una linea mediana in inferiorità numerica rispetto a quella rossoblù: il 4-2-3-1 di Oddo potrebbe garantire agli uomini di Delio Rossi un vantaggio numerico nella zona nevralgica del campo. Ecco, personalmente non rinuncerei a Buchel mai e poi mai, perchè l’ex Lanciano garantisce ad alto livello entrambe le fasi di gioco. Sinceramente il Laribi osservato martedì non mi ha entusiasmato. Il numero 21 mi è sembrato confusionario ed impreciso, e nonostante ci metta sempre il cuore, la convivenza con Krsticic mi pare leggermente forzata in mezzo al campo. Entrambi amano tenere la palla tra i piedi, e considerando la contemporanea presenza di Matuzalem, uno dei due trequartisti probabilmente è di troppo.

Chiudo con un ringraziamento grande sempre alla nuova proprietà, il video che ritrae Saputo è sicuramente di forte impatto e soprattutto sembra vero, sincero. Agguantare la Serie A per noi potrebbe valere doppio: stadio, investimenti, rosa di livello. Significherebbe vivere il sogno che fino ad ora abbiamo solo accarezzato. #conquistiamolA

 

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