Si cade per imparare a rialzarsi

Si cade per imparare a rialzarsi

Bologna ferito nell’orgoglio da due risultati umilianti. Ma bisogna guardare avanti

Per gli amanti del pragmatismo, zero punti in due partite contro due grandi squadre come Napoli e Milan sarebbero stati quasi pronosticabili alla vigilia e accettati senza troppe polemiche.

Ma il calcio non è solo numeri da analizzare in maniera fredda e distaccata: il calcio è uno sport, che coinvolge, divide, che fa arrabbiare e gioire. Ecco forse quest’ultimo verbo i tifosi del Bologna non lo assaporano da un po’,  non tanto perché le vittorie nell’ultimo periodo siano mancate, ma perché il Dall’Ara ha voglia d’imprese e soprattutto di non sfigurare in un prato dove un tempo giocava uno squadrone che tremare il mondo fa. Ora gli unici tremori rimasti sono quelli dovuti ai risultati: difficile trovare scusanti di fronte a due prestazioni del genere e la concomitanza degli eventi non fa altro che amplificare i giudizi negativi, meritati viste le prove messe in campo dal Bologna di oggi.

Bologna non merita queste prestazioni, Bologna non merita queste figure. “Abbiamo il cuore a pezzi”: così parla sconsolato Da Costa. ” A chi lo dici’‘ verrebbe voglia di rispondere: perché se loro in campo cercano invano di invertire la tendenza, sugli spalti c’è chi soffre per la maglia che ama, che torna a casa triste, con un telefonino senza ricordi gioiosi, e con il portafoglio meno ricco sia dei propri beniamini che giocano sia del prezzo del biglietto. Perchè va bene che la zona retrocessione appare lontana, è ragionevole vedere l’Europa a distanza siderale, ma se la società vuole uno stadio pieno sicuramente lo spettacolo offerto non sembra essere uno dei più accattivanti. Si perché già non è bello quando gli avversari vengono a casa tua, di fronte al tuo pubblico e perdi e poi c’è modo e modo di perdere. In quattro giorni i rossoblu sono riusciti nell’impresa direi senza precedenti di perdere di fila una partita con 6 gol di scarto in casa e di seguito un’altra pur essendo in doppia superiorità numerica.

Cosa manca a questo Bologna? La convinzione, la determinazione. Quella che ha avuto Pasalic nel seguire l’azione del compagno Deulofeu, credere nelle sue capacità, e, sicuramente stremato dopo lo sforzo di una partita in doppia inferiorità numerica, poter depositare la palla in rete. La stessa che aveva Hamsik nel tirare dalla distanza o il Napoli a cercare la via del gol.

Bologna che invece si conferma fragile, acerbo, inesperto. Rossoblu incapaci di segnare con due uomini in più: ecco servito il quinto peggiore attacco del torneo, con un Destro evanescente, un Verdi ancora poco preciso fresco di rientro e un Krejci sempre troppo poco lucido in zona gol, giustificato da un lavoro immane macinando chilometri. Cambiare? Le alternative ad oggi sono un Sadiq abbonato all’infermeria ed un Petkovic che è apparso molto lontano dall’essersi calato nella realtà della massima Serie. Ma i problemi non sono risiedono tutti qui anche se in gran parte il gol sembra essere il male maggiore.

Scenario tragico: ma criticare risulta facile, tutti ne siamo capaci e penso che i numeri parlino già abbastanza: il difficile sta nel trovare le soluzioni, i rimedi a quello che deve essere uno spot per far capire che a Bologna il calcio è vivo, che c’è voglia di far innamorare la gente e riempire uno stadio per poter godere di uno spettacolo, finalmente.

Ora bisogna mettere da parte la desolazione dei visi dei giocatori rossoblu vista al gol di Pasalic, e come dice Donadoni guardare avanti, per migliorare se stessi, per migliorare una squadra giovane che ha bisogno di fiducia, per migliorare una squadra che deve avere fame, che nel suo capitano Gastaldello usa la parola che forse rappresenta la ferita più grande: quella dell’orgoglio. Sono proprio i veterani, insieme al mister quelli da cui ci si aspetta la scossa ad un ambiente tramortito. Ci aspettiamo che dirigenti, Donadoni e senatori scuotano dal torpore in cui si trova la squadra e quegli elementi poco convinti e forse troppo stimati…

E le occasioni ci sono: 2 trasferte a Genova intervallate dalla partita contro l‘Inter da cerchietto rosso sul calendario, vittima designata per una squadra che di fronte ai suoi tifosi è obbligata a lanciare un segnale.

Il passato non si può cambiare, ora tocca nel futuro al campo dare le sue risposte.

Davide Lazzari

2 commenti

2 commenti

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  1. antonio.rizzo2@tin.it - 8 mesi fa

    con tutte le volte che cadiamo siamo abilissimi nel rialzarci…fin che ce la facciamo.

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  2. antonio.rizzo2@tin.it - 8 mesi fa

    Certo che non si puo fare altro che gurdare avanti , ma si rischia di diventare orbi con delle ferite come quelle di ieri sera e di sabato !

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