Senza attributi saranno sempre gli altri a sorridere

Senza attributi saranno sempre gli altri a sorridere

in collaborazione con il blog Iveritifosidelbologna.club

“Certo che la fortuna esiste. Altrimenti come potremmo spiegare il successo degli altri?”. Jean Cocteau è stato un drammaturgo e scrittore francese del XX secolo. Il suo aforisma, tutt’altro che privo di ironia, sottolinea come si tenda sempre a ritenere i successi altrui figli della dea bendata, e allo stesso modo quando un nostro progetto fallisce, ecco che puntualmente l’autocritica viene messa da parte e ci si appella alla mancanza di fortuna. In realtà, premesso che ritengo la fortuna una componente essenziale nella vita di ogni individuo, penso che un successo sia frutto di duro lavoro e programmazione attenta e duratura nel tempo. Se ripenso alla stagione del Bologna, non trovo nessuna di queste componenti. Lo scorso agosto abbiamo iniziato con Guaraldi alla presidenza, Fusco come direttore sportivo e Lopez in panchina. Ora le cose sono senza dubbio cambiate in meglio, ma come ogni mutamento, anche in questo caso c’è bisogno di tempo. La base societaria è ora solida, sia dal punto di vista economico che da quello strettamente legato alla piazza. La coppia Tacopina-Saputo è infatti amatissima dai tifosi – a differenza della precedente gestione – che con loro sognano un ritorno nel calcio che conta.

Per quanto concerne invece il ruolo di direttore sportivo, senza nulla togliere a Filippo Fusco, Pantaleo Corvino ha già dimostrato di poter portare qualche pezzo da novanta sotto le due Torri e farà sicuramente lo stesso durante la prossima estate, sia in caso di serie A che in caso di B. Certo, alcuni di voi non saranno d’accordo sul reale valore dei giocatori portati da Corvino, ad eccezione del solo Sansone, spesso decisivo. Gastaldello a Bologna non è più sembrato il leader difensivo visto fino a gennaio a Genova, sponda Sampdoria, così come Mancosu, goleador indiscusso in terra trapanese e fantasma sbiadito nel capoluogo emiliano. Ma pensate davvero che si possa disimparare a giocare nel giro di poche settimane? O forse il problema è di altra natura, nello specifico uno stato di confusione mentale preoccupante? Unite ciò ad una condizione fisica assolutamente non all’altezza – e i problemi, in questo caso, vanno ricondotti forse ad allenamenti non proprio ottimali, già a partire dalla scorsa estate – ed ecco servito l’attuale momento rossoblu. Il Bologna dovrà ora guadagnarsi la serie A tramite la via peggiore possibile, quella che era assolutamente da evitare, ovvero i play off. Poco importa il piazzamento finale, anche se è fuori dubbio che giocarli da terzi classificati avrebbe garantito una maggiore tranquillità. Ora per andare in serie A la squadra dovrà tirare fuori il carattere, che, come ha detto Di Vaio, “non si compra al mercato”. 

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