Scommettiamo che arriviamo davanti all’Udinese?

Scommettiamo che arriviamo davanti all’Udinese?

5 sconfitte in 6 partite, l’ultima rimediata contro una squadra – l’Udinese – che non ha dimostrato di essere superiore al Bologna, ma più cinica sì. Non è stata una prestazione esaltante quella dei rossoblù, ma nemmeno da buttare, almeno fino al gol di Badu. Pensateci: fino a quel momento il Bologna aveva subito 0 tiri in porta. ZERO. O. Un altro contropiede, il secondo dopo quello subito col Sassuolo, ci ha puniti oltremodo, proprio nel nostro momento migliore prima che Zapata, a 5 minuti dalla fine, firmasse il definitivo sorpasso dei friulani, grazie al terzo tiro in porta (dopo i due di Badu in occasione della prima rete) della partita. Aggiungiamoci il pessimo arbitraggio di Gervasoni (7 sconfitta su 9 partite del Bologna arbitrate: un caso?!) e il quadro è completo. Il Bologna ha davvero meritato di perdere? Più no che sì, anche se ci sono indubbiamente diversi aspetti da migliorare per togliersi da quella scomodissima posizione di classifica. In quest’ottica, può un avvicendamento in panchina servire per dare una sferzata alla squadra e all’ambiente? Boh, in tutta sincerità non so dare una risposta, anche se, dati alla mano (3 vittorie in 13 partite tra A e B, appena 3 gol segnati nelle prime 6 di questo campionato), il contributo dato da Rossi alla causa rossoblù parrebbe essere trascurabile.Di alibi il mister ne ha però diversi, vediamo quali.

Senza tornare troppo sulla scorsa stagione (è acqua passata), la squadra ereditata da Lopez nel maggio scorso era spompa, vuota e impaurita; Rossi ha avuto il merito di rianimarla, senza tuttavia riuscire nella mission impossible di darle anche un gioco. Sarebbe stato chiedere troppo. Come è troppo chiedere che adesso una squadra completamente rinnovata, per di più negli ultimi giorni di mercato, possa già esprimersi al meglio del proprio potenziale. Vero, di grossi passi avanti nelle ultime settimane non se ne sono visti tanti, ma non si può pensare che una squadra così giovane (sia nei singoli che nel complesso) possa essere bella e fatta dopo un mese scarso di vero e proprio lavoro insieme. Non si può nemmeno rimproverare a Rossi, come ho sentito fare da più parti, che lo staff del tecnico riminese ha anche sul groppone una preparazione fisica insufficiente: dati alla mano, il Bologna ha corso SEMPRE (dalla Lazio all’Udinese) più degli avversari e gli unici giocatori ad aver evidenziato difficoltà fisico-atletiche sono quelli arrivati negli ultimi giorni di mercato, con una preparazione non perfetta alle spalle. Da questo punto di vista, insomma, il tecnico è sostanzialmente inattaccabile. Si muoverà male, si cagherà addosso nei finali, ma questa è una squadra che corre, tanto, forse troppo. In ultimo, gli avversari affrontati fin qui dal Bologna: tolta l’Udinese (che mi è comunque sembrata una squadra mediocre e nettamente meno futuribile del Bologna) e il Frosinone (che abbiamo faticosamente battuto), il Bologna ha sempre affrontato avversari superiori, anche nettamente; basti pensare alla Fiorentina, che mercoledì ci aveva fatto fare una pessima figura, ma che da stasera, dopo il 4-1 rifilato in scioltezza all’Inter, è diventata capolista.

Rossi – parere personale – non mi sembra avere grande fiducia nella squadra a sua disposizione e (ancor di più) non mi sembra sentire la fiducia della società alle proprie spalle. Lo si avverte dagli atteggiamenti del mister, lo si percepisce da alcuni spifferi secondo i quali Corvino non avrebbe gradito alcune scelte di Rossi (il 4-2-3-1 schierato a Genova, il reiterato rischio corso schierando un Giaccherini ancora non al meglio, etc), lo si capisce chiaramente da alcune dichiarazioni di Rossi, a cui va riconosciuto – come dichiarato oggi – di non aver mai avanzato nessuna pretesa e di aver sempre lavorato a testa bassa, dal primo all’ultimo giorno. Può bastare per confermare l’allenatore? Oggi Corvino ci ha tenuto a precisare che no, Rossi non si tocca ed “è e rimane l’allenatore del Bologna”; se le dichiarazioni del responsabile dell’area tecnica sono sincere, se davvero lui, Fenucci e Saputo ripongono piena fiducia nell’operato del mister, allora la scelta di confermare Rossi è corretta. In caso contrario, la decisione di andare avanti con Rossi, specie alla vigilia di una partita con la Juventus seguita da due settimane senza partite, potrebbe rivelarsi un grave errore.

Nonostante tutto vada storto, nonostante Destro sembri ben ancora ben lontano dall’essere il giocatore in grado di far fare il salto di qualità (questo, a ben vedere, potrebbe anche essere un bene), nonostante il Bologna tiri troppo poco in porta e traballi troppo in difesa, nonostante di errori Rossi ne abbia commessi diversi (ma chi non li avrebbe commessi al posto suo?), alcuni anche gravi, rimango ancora convinto che questa squadra possa regalarci belle soddisfazioni, centrando l’obiettivo indicato dalla dirigenza a inizio stagione. Se con Rossi o con Donadoni, Montella o Malesani, spetta alla società deciderlo. È tremendamente difficile mantenere l’equilibrio oggi, è altrettanto facile farsi prendere dallo sconforto, condannando sommariamente giocatori, allenatore e dirigenza. Siamo appena all’inizio, non è tempo di processi. Scommettiamo che alla fine arriviamo davanti all’Udinese?

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