Saputo perdonali, loro non sanno quello che fanno

Saputo perdonali, loro non sanno quello che fanno

Mentre l’entusiasmo post-promozione si trasforma gradualmente in consapevolezza, come una bruco in farfalla, ci apprestiamo a seguire le vicende del Bfc dalle pagine di un giornale o dallo schermo di un computer, in attesa che semplici combinazioni di lettere e parole (le notizie) si trasformino a loro volta in una squadra vera e propria, fatta di uomini con indosso una maglia rossoblu.

La fantasia corre lontano quando si leggono nomi del calibro di Destro ed El Shaarawi, in grado di far sognare i tifosi, dopo tanti anni di pura sofferenza. Il cuore rossoblu non ha mai smesso di pulsare, ma le nostre menti sono da tempo immemore predisposte alla sofferenza. Come quel soldato giapponese che continuava a difendere il proprio territorio quando la guerra era finita ormai da anni, così molti tra i tifosi sono ancora sulla difensiva, come quando a Bologna si rischiava il fallimento. Oggi il problema è imparare a sognare, crederci davvero, rendersi conto che tutto è cambiato.

Sì perché ancora esiste qualcuno che fa i conti in tasca alla società, che storce il naso per questa o quella spesa, come se i professionisti in seno al Bologna fossero un manipolo di sprovveduti. In realtà forse questi “professionisti del partito preso” non l’avrebbero comunque mai pari (come diciamo noi altri), quindi lasciamoli blaterare e andiamo dritti per la nostra strada, nel segno di Saputo.

Siamo forti, economicamente siamo tra i Club con maggiore potenzialità. Dobbiamo renderci conto che la musica è cambiata e che ora nelle casse del Bologna c’è oro a volontà. Questo non vuol dire che dobbiamo sperperarlo. Credo che la strategia attendista adottata da Corvino possa servire a nascondere le carte, perché se dovessimo subito mostrare le nostre potenzialità con un acquisto importante, in tutte le successive trattative i prezzi dei giocatori richiesti dal diesse salentino lieviterebbero enormemente e lui lo sa. Ora la priorità deve essere quella di costruire la base di partenza per il ritiro, poi é cosa nota che per i big e per i grandi affari c’è tempo fino all’ultimo giorno di mercato. Partiamo dal portiere e dalla difesa, rinfoltiamo il centrocampo e cerchiamo qualche giovane di belle speranze da lanciare nel calcio italiano. Per tutto il resto c’è tempo ed è giusto aspettare le occasioni favorevoli.

In questi giorni di attesa lo sport preferito di qualche nostro concittadino “maigoduto” è quello di fare i conti in tasca a Saputo, sostenendo che 12/15 milioni di cash da investire sul mercato siano insufficienti. Innanzi tutto sarebbe da sprovveduti far sapere al mondo l’entità reale del budget, che deve rimanere segreta, altrimenti in ogni trattativa si giocherebbe a carte scoperte, partendo da una posizione di netto svantaggio, quindi non credo proprio che Corvino sia così fesso da non capire una roba del genere. In seconda battuta, se si tiene conto che generalmente in serie A i pagamenti dei cartellini vengono spalmati su più anni, 12/15 milioni in una sessione estiva di mercato non sarebbero tanti, ma tantissimi.

Ormai siamo abituati a questa situazione: una fetta minoritaria della tifoseria del Bologna è formata da maigoduti. Persone che devono sempre e comunque evidenziare gli aspetti negativi di qualsiasi situazione gli si ponga di fronte. Quando si vince hanno demeritato gli avversari, ci hanno favorito gli arbitri o abbiamo avuto una botta di fortuna. Quando si perde, loro lo avevano previsto. Quando si può sognare, loro ti riportano sulla terra. Quando dal cielo (con il jet privato) arriva una divinità che si chiama Joey, anziché venerarlo, gli fanno i conti in tasca.

Saputo perdonali, loro non sanno quello che fanno.

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