Rosa incompleta a Castelrotto? Non sarà un problema

Rosa incompleta a Castelrotto? Non sarà un problema

~~Dopo neanche un mese dalla memorabile serata della promozione, trascorsa tra invasione di campo, caroselli in piazza e cori e applausi ai giocatori, da domani si tornerà a fare sul serio. Comincia ufficialmente la stagione 2015/2016, con l’arrivo dei giocatori a Casteldebole, le visite mediche di rito, il primo abbraccio dei tifosi e le prime corse nel torrido caldo cittadino.

Il Bologna che si troverà domani, non sarà quello che scenderà in campo a fine agosto per la prima di campionato,  questo è chiaro. Tra incontri e telefonate, Corvino continua a lavorare incessantemente per piazzare gli esuberi e, allo stesso tempo, rinforzare la squadra. Banale sottolineare, però, che le cose sono inevitabilmente collegate: finché non si fa mercato in uscita, viene difficile fare quello in entrata, per motivi logistici (le rose da quest’anno non possono superare i 25 giocatori), per motivi di bilancio e per motivi anche di organizzazione nella gestione degli allenamenti. Ecco allora che i problemi continuano, che fare mercato diventa sempre più complicato e che prima di vedere un grande campione, dovremo aspettare che vengano piazzati i vari Acquafresca, Cacia, Bianchi e via discorrendo.

Il Bologna fino a questo momento ha fatto, a mio parere, un mercato funzionale, tesserando giocatori che possono rivelarsi veramente utili alla causa. Però, manca ancora molto per completare la rosa; per capirci, la famosa “probabile formazione” che vediamo sfogliando i quotidiani sportivi, cambierà un bel po’ nel corso di queste settimane.

E così, mentre Corvino continuerà a lavorare duro cercando il colpo che possa fare sognare la tifoseria, Rossi lavorerà sul campo per cominciare ad inserire nella testa dei giocatori le sue idee ed il suo “credo” calcistico. E qui sorge spontaneo un interrogativo: quanto può incidere il fatto che la rosa non sia completa fin dall’inizio? Per alcuni può essere un problema, perché viene ritenuto essenziale avere tutti i giocatori fin da subito, cercando di creare coesione ed unione già dai primi allenamenti. Personalmente vado contro corrente rispetto a quesa scuola di pensiero, e lo ritengo un falso problema. Può essere un aspetto importante ed un buon punto di partenza, ma non è fondamentale e passa in secondo piano rispetto alla necessità di fare un mercato mirato ed intelligente. Certo, ci fossero stati tutti fin dall’inizio, sarebbe stato un successo formidabile, ma di fronte ad un mercato così incerto e così ricco di interrogativi, era impensabile. Il Bologna ha bisogno di essere ricostruito quasi totalmente, e non è una squadra che ha bisogno solo di qualche “ritocchino” per essere al completo. Bisogna rifondare una squadra, senza avere avuto tempo materiale a disposizione, visto che un mese fa non sapevamo nemmeno in che categoria avremmo giocato.

Insomma, non partiamo prevenuti e non disperiamoci se al raduno di domani vedremo giocatori che mai ci saremmo aspettati una volta arrivati in serie A. Le cose vanno fatte gradualmente e la rosa va alleggerita prima di essere rinforzata. Mancano quasi due mesi all’inizio della stagione, non deve esserci il patema di non avere ancora la rosa al completo. In fondo, siamo solo all’inizio del mercato, e non mi meraviglierei se quando si partirà per Sestola ci saranno almeno sei o sette cambiamenti rispetto ad ora.

E il grande colpo? Tutti lo vogliono,  tutti lo bramano, ma potrà arrivare anche all’ultimo minuto dell’ultimo giorno di mercato. Alla fine, se sarà un top-player, si può anche aspettare quel momento, e sicuramente passerà in secondo piano l’idea che non era presente l’8 luglio, con 40 gradi all’ombra, per fare la prima corsa a Casteldebole coi nuovi compagni.

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