Risultato bugiardo, ora guardiamo avanti

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Sinceramente faccio fatica a partorire un’introduzione decente per questo editoriale post partita. Solitamente amo scherzare, analizzando la situazione divango inizialmente. Oggi, provo a mantere intatta la mia serietà, risultando così il più lucido possibile.

Lopez aveva ragione, chiedendo e sperando un Bologna carico di personalità. Così è stato, almeno per quarantacinque minuti. La sconfitta lascia l’amaro in bocca per come è arrivata, lasciandoci un senso di incompletezza. Semplice: tre occasioni (non tutte pulitissime), tre gol subiti. Il solo Sansone, ad essere onesti, ha creato più palle gol dell’intero Carpi. La palla, però, va buttata dentro. Chiaro, limpido, palese.

Una sola squadra per quarantacinque minuti, una non-squadra per l’altra metà del match. L’intervallo non è servito per caricare i rossoblù, al contrario ha aiutato la squadra a staccare la spina, concedendo al Carpi, di fatto, l’unica vera occasione finalizzata perfettamente da Di Gaudio. Da questo punto di vista, secondo me, i cambi di mister Lopez hanno velocizzato questo processo. Certe partite si portano a casa anche grazie all’equilibrio tattico, equilibrio che quattro punte inevitabilmente non possono portare. Complimenti a Lopez per il coraggio, ma i cambi non hanno portato l’effetto sperato: la squadra ha perso le giuste misure tra i reparti, fondamentali per interpretare la partita e imporre il proprio gioco in maniera convincente.

Piccolo appunto: difficile imporre il proprio gioco in maniera convincente giocando su un campo di patate. Chiusa parentesi, senza polemiche.

E’ la dura legge del gol, gol sbagliato e gol subito penso sia la legge non scritta più vera della storia del calcio. L’occasione – ghiottissima – sprecata da Mancosu avrebbe potuto riaprire il match e, chissà, portare ad un risultato diverso. Obiettivamente, la prestazione è difficile da analizzare, anche perchè i miglioramenti mostrati nella gara interna vinta contro il Livorno hanno trovato seguito solo in parte. Sul piano del palleggio, i rossoblù hanno sfruttato bene la superiotà numerica derivata dal vantaggio dei tre centrali di difesa in opposizione all’unica punta avversaria. Fondamentale il passaggio alla linea difensiva a cinque da parte di Castori, che con l’aggiunta di Porcarci e Bianco ha finito per intasare tutti gli spazi utili e togliere l’opportunità di aggredire in maniera proficua la profondità a Cacia e Mancosu.

Altro piccolo appunto: la linea difensiva rossoblù, Gastaldello in primis, ha avuto il merito di togliere costantemente l’opportunità di attaccare la profondità a Lasagna e Di Gaudio. Bravura venuta meno solamente in due occasioni, entrambe sanguinose ai fini del risultato. La prima, assolutamente palese, nella circostanza del primo gol: pressione nulla sul portatore di palla, cross (?) teso in mezzo, difesa che si alza, inserimento senza palla alle spalle della linea e 1-0. Pare automatico, detto così. Questione di intensità, di mentalità.

Un Carpi emblema delle qualità fisiche, mentali e tattiche fondamentali per vincere in Serie B: nel dubbio menano, nel dubbio spazzano la palla, nel dubbio giocano sempre e comunque da squadra. Pochi fronzoli, tanta concretezza.

Voglio andare subito contro corrente: apprezzo tantissimo la reazione di Laribi, sintomo di quanto ci tengano e, nel caso, siano disposti a picchiare come fabbri. Un fallo di frustazione, ok, ma il succo non cambia radicalmente, il carattere rimane.

Accantoniamo il prima possibile la sconfitta rimediata, Pasqua rinfrescherà il morale della truppa di mister Lopez. Testa bassa e pedalare, con le rondinelle nel mirino.

Ultimo piccolo appunto: faccio partire ufficialmente l’hashtag #RegaliamoUnaVittoriaASaputo. Spero diventi virale, pensate che figata.

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