Reset

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E’ un’altra settimana elettrica quella che si sta vivendo a Bologna, complice una squadra che continua a fare di tutto per complicarsi le cose da sola. Sfumato il secondo posto, da sabato scorso aritmeticamente di proprietà del Frosinone di Stellone – complimentoni!-, l’obiettivo minimo era almeno il terzo, grazie al quale andresti in A con quattro pareggi e tanti saluti alla compagnia. Al Bfc sta sfuggendo di mano anche questo traguardo, con il Vicenza sempre appaiato in classifica e che, in vantaggio negli scontri diretti, ospiterà il festante Frosinone all’ultima giornata in una partita tutt’altro che proibitiva. Se tutto andrà come si prevede, per i ragazzi di Marino saranno tre punti e terza posizione assicurata, indipendentemente da quello che sarà il risultato maturato tra Bologna e Lanciano. Duole dirlo, ma il quadro spaventoso appena delineato ha nel Bologna il suo unico e principale artefice: un artista, quello rossoblù, che giornata dopo giornata (o meglio, rimpianto dopo rimpianto), ha dipinto una tela da brividi, in stile “Urlo di Munch”, mettendo in serie prestazioni rivedibili – tanto per usare un bel po’ di eufemismo – che hanno fatto aumentare a dismisura i rimpianti per una stagione la quale non sta andando come ci si aspettava. Ultima chicca è stata la partita di Vercelli, un riassunto fedele del Bologna versione 2014/2015: squadra molle, senza verve, in difficoltà sul piano atletico e psicologico, che non riesce a gestire il vantaggio in superiorità numerica, e nemmeno ad imbastire un qualcosa che vagamente somigli ad una reazione dopo il pari firmato Luppi ad una manciata di minuti dal novantesimo. Sarebbe stata una vittoria di platino, con il Vicenza sotto a Livorno, proprio in ottica terzo posto. Peccato però che il calcio, quando vuole, sa essere davvero molto crudele, ed ecco servito il delitto perfetto: Pro Vercelli che pareggia nell’unica occasione da gol, e Vicenza che su rigore raggiunge il Livorno sull’1-1 e il Bologna in classifica. Bologna che evidentemente non è più padrone del proprio destino.

Tra tifosi ed addetti ai lavori, ci si interroga su quale possa essere stata la causa che ha portato a tutto ciò. Abbiamo provato ad arrivare a una conclusione martedì, durante i nostri appuntamenti su Nettuno Tv e Radio Nettuno, durante i quali ho avuto modo di ascoltare alcuni colleghi e tastare il polso di una piazza giustamente frustrata per la situazione attuale. Quello che ho compreso, in fin dei conti, è questo: tutto quello che stiamo vivendo in  questo finale di stagione, è frutto e figlio di una serie di fattori che, mescolati adeguatamente, hanno reso la miscela esplosiva: le fratture interne allo spogliatoio, tra “quelli di Fusco” e “quelli di Corvino”; un mercato di gennaio che ci aveva illuso sin troppo, ma che alla fine non si è rivelato risolutorio; le scelte della dirigenza su Diego Lopez e la relativa sostituzione con Delio Rossi (andava fatta prima? Dopo? Non andava fatta?).

La miglior risposta comunque, al di là dei punti di vista e delle opinioni in questione, sarebbe quella sul campo. Bisognerebbe tradurre le parole in fatti, in risultati, magari mostrando un atteggiamento diverso rispetto a quanto visto in Piemonte, quando sembrava di assistere ad una amichevole estiva. In primis si deve vincere venerdì contro un Lanciano già salvo, su questo non ci devono essere scuse. Poi, una volta definita la griglia dei play-off, tutti i giocatori rossoblù dovranno premere sul pulsante “reset” e provare a ripartire in quello che effettivamente sarà un altro campionato. Certamente il Bologna degli ultimi tempi non sembra in grado di raggiungere l’obiettivo nemmeno alla Playstation, così come è sicuro che dichiarazioni come quelle di Casarini di due giorni fa, quando ha detto in sostanza che lui andrà via (si parla di Carpi), non fanno bene a nessuno. Non ci resta che sperare dunque, di vedere magari durante i play-off la squadra che è mancata durante quasi tutto l’arco della stagione. Perché, come ha detto DI Vaio, “ci è rimasta l’occasione dei play-off e dobbiamo essere bravi a coglierla”.

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