Ora capiremo se davvero la colpa era solo di Lopez

Ora capiremo se davvero la colpa era solo di Lopez

Anche l’ultimo, l’ultimissimo, alibi è caduto. Diego Lopez non è più l’allenatore del Bologna. L’uruguayano che è stato indicato come il principale colpevole del cammino zoppicante tenuto dalla squadra negli ultimi mesi quando prima ha visto scappar via il Carpi e poi si è vista sorpassare dal Frosinone e dal Vicenza – in vantaggio negli scontri diretti – finendo al quarto posto e complicando il cammino anche in eventuali play off che tutti vorremmo evitare, ma che al momento sono una concreta possibilità. Messe da parte le voci che volevano Lopez ostile ai nuovi arrivati – nonostante Sansone sia stato spesso e volentieri titolare e Gastaldello abbia scalzato un Oikonomou che nella prima parte di stagione aveva brillato e messo a segno gol pesanti – lo spogliatoio spaccato o giù di lì e basta anche con gli equilibrismi di una società che da tempo sembrava aver sfiduciato il tecnico uruguayano senza però avere la forza di esonerarlo, ma neanche di difenderlo a spada tratta dalle critiche esterne lasciandolo in un limbo che a conti fatti non ha giovato a nessuno.

Ora con Delio Rossi, allenatore che per la terza volta incrocia il proprio cammino con quello di Pantaleo Corvino, al comando tutto il passato è azzerato, non ci sono più rapporti di fiducia creatisi nel corso dei mesi da portare avanti o a cui affidarsi nei momenti di difficoltà. Tutti partono alla pari, sarà il campo a dire chi merita e chi non merita di vestire la maglia da titolare in queste ultime gare di campionato. In queste ultime tre gare capiremo se la colpa era tutta di Lopez, dei suoi moduli, della sua poca esperienza e di una preparazione che ha fatto arrivare la squadra con il fiato corto al momento decisivo della stagione o invece le responsabilità vanno divise anche fra i giocatori non sempre all’altezza delle aspettative o del curriculum con cui si sono presentati sotto le due torri.

In attesa di avere risposte dal campo in queste ultime tre gare, tutte da vincere sperando che le altre inciampino come successo a noi in precedenza, stringiamoci per l’ennesima volta attorno alla squadra e sosteniamola come il pubblico di Bologna sa fare nei momenti cruciali della stagione. C’è una Serie A da riconquistare e non possiamo fallire. Per i processi, gli “avevo detto”, i “bisognava cambiare prima” e altre amenità varie c’è un’estate intera davanti a noi per poterne disquisire. Magari con la Serie A in tasca a rendere meno amare le chiacchiere da bar.

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