Non snobbiamo la Coppa Italia

Non snobbiamo la Coppa Italia

Qualche giorno fa, avevo utilizzato solo una piccola parte del mio articolo per parlare di Coppa Italia, accennando tra le righe l’importanza dell’impegno che affronteranno i rossoblù tra quattro giorni. Oggi, invece, vorrei concentrarmi maggiormente sull’argomento, perché la gara di venerdì sera in casa contro il Trapani è importante e stimolate, sotto tantissimi aspetti. Il Bologna ha le carte in regola per fare meglio degli ultimi anni, dove le sfide contro Aquila e Pavia sono state al limite del vergognoso, dove due eliminazioni di quel tipo fecero arrabbiare i tifosi, ma finirono anche in fretta nel dimenticatoio. Sconfitte impensabili e a tratti anche incomprensibili (in entrambi i casi si giocava contro squadre di LegaPro), ma per certi versi anche giustificabili, se analizzate col pensiero buonista di chi cerca di trovare attenuanti anche quando le cose vanno decisamente male. Quei Bologna erano cantieri aperti, erano squadre senza una vera identità e senza consapevolezza del futuro. Il Bologna sconfitto in casa dall’Aquila giocava con Pasi, Giannone e Betancourt, e si affacciava alla serie B con più incognite (societarie, su tutte) che certezze, con un mercato basato molto sulla fiducia nei confronti di Filippo Fusco e poco altro. Il Bologna che invece veniva sconfitto dodici mesi fa dal Pavia, era una squadra incompleta, che si stava consolando con l’arrivo di Mattia Destro ma che negli undici iniziali si presentava con Acquafresca e Cacia, non propriamente la coppia di attaccanti titolare che si sarebbe poi vista in campionato. Era un Bologna al quale mancavano anche Mounier, Donsah, Taider e Gastaldello, con un Diawara che nessuno conosceva e con la coppia di centrocampisti centrali formata da Crisetig e Brighi.

Insomma, era un Bologna molto diverso da quello che avremmo poi visto nel corso del campionato. Dodici mesi fa, così come nell’agosto 2014, il Bologna era di fatto un grosso punto interrogativo: nessuno poteva dire con certezza quali sarebbero stati gli obiettivi della stagione, nè poteva sbilanciarsi sul possibile rendimento rossoblù in campionato. Ora le cose sono diverse: la rosa è per lo più completa, i giocatori si conoscono da tempo, il mister è alla guida di questo gruppo da quasi 10 mesi e il mercato non ha sostanzialmente stravolto la struttura della squadra, che ha certezze e sicurezze. Vero, qualcosa manca ancora, perché una punta dovrà necessariamente arrivare e perché sicuramente a stagione in corso delle cose cambieranno rispetto a quanto si sta vivendo ora, ma intanto questa squadra sembra avere delle fondamenta belle solide. La Coppa Italia deve essere presa seriamente, e non con lo spirito del “se perdiamo è poi lo stesso”. Tutti sognamo di fare strada in Coppa (c’è chi promette tatuaggi in caso di vittoria il 2 giugno 2017 all’Olimpico nella finalissima della competizione…) ma, al di là del sogno, c’è la consapevolezza di potere fare bene. Il Trapani al primo turno non sarà certo un avversario semplice, però il Bologna non deve avere timore di una squadra di serie B, per quanto quadrata e reduce da un buonissimo campionato chiuso con la sconfitta in finale playoff. Il valore dell’avversario non si discute, ma i rossoblù dovranno dimostrarsi pronti e con tanta consapevolezza nei propri mezzi. Non son quanto senso abbia prendere spunto dalle gare di Kitzhbuel per fare paragoni tra le partite giocate contro Schalke e Colonia per paragonarle alla sfida contro il Trapani. Sono impegni estremamente diversi, e non solo per il valore dell’avversario, ma anche per le condizioni nelle quali i rossoblù si appresteranno a giocare il primo impegno ufficiale della stagione: non si sarà più nel bel mezzo di una preparazione e dunque non si verrà da carichi di lavoro importanti, ma bisognerà approcciare la partita con la mentalità di chi vuole vincere e non fare sconti all’avversario. Coppa Italia come obiettivo della stagione? È una domanda interessante, alla quale ognuno darà la risposta che meglio ritiene opportuna. Di certo, l’obiettivo deve essere quello di provare ad andare avanti il più a lungo possibile. Non snobbiamola, proviamoci.

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