Non sarà facile sostituire Corvino, ma troppe parole a sproposito su Bigon

Non sarà facile sostituire Corvino, ma troppe parole a sproposito su Bigon

Ufficiale l’arrivo di Riccardo Bigon, chiamato a sostituire un capobranco come Corvino. Ora venga giudicato per i fatti e non per concetti preconfezionati.

Non sarà facile sostituire Pantaleo Corvino che, al di là delle continue polemiche e delle innumerevoli colpe che gli sono state date, è stato a mio parere un ottimo direttore sportivo. Si è parlato troppo del Corvino che ha rivoluzionato in serie B una squadra seconda in classifica, si è parlato troppo di un Corvino che ha tardato a condurre il mercato la scorsa estate e che ha portato dunque il Bologna a partire male in campionato, e si è parlato troppo del “non mercato” (qualcuno l’ha definito così) di Corvino a gennaio. Tante, troppe parole a mio parere: è un dato di fatto, chi vuole accusare qualcuno, argomenti ne trova sempre (e le cose che sono state dette non possono essere confutate), ma allo stesso tempo chi vuole trovare argomenti a favore, difenderà sempre la sua opinione con altre prove ed altri esempi. E allora, l’altra faccia della medaglia è quella di un Corvino che ha portato il Bologna in serie A, e che ha costruito una squadra che è riuscita a mantenere la categoria. Poi a gennaio si è fatto da parte, da gennaio non ha più parlato e allora era inevitabile che le cose andassero come effettivamente sono andate, con un caro saluto ed una stretta di mano, con un grazie ad un DS che, piaccia o no, rimarrà nella storia per avere riportato il Bologna nella massima serie quando era NECESSARIO, ovvero un anno fa, ovvero dopo l’arrivo di Joey Saputo. Già, un anno fa. Sembra passata un’era geologica, sembra passata un’eternità, ma non più di 365 giorni fa, soffrivamo dopo uno 0-0 a Pescara e tremavamo di fronte ad una traversa che ci salvava in più di una occasione.

A distanza di una stagione, guardiamo con curiosità chi andremo ad affrontare tra Trapani e Pescara, e siamo molto più rilassati e sereni. Ed è giusto che sia così: vero che tifare Bologna è sempre una sofferenza (“Il tifoso del Bologna? Santo subito!” Recita uno striscione in curva Bulgarelli, al quale non si può certo dare torto), ma se per un periodo dell’anno riusciamo ad essere sereni e senza troppi pensieri, penso che nessuno si possa offendere. I pensieri comunque rimangono, e sono legati al prossimo direttore sportivo. E’ arrivata la firma di Bigon e ci si chiede come andrà ad agire. Anche su di lui, si sono spese troppe parole a sproposito. Vero che viene da una retrocessione col Verona e che non è un personaggio “da prima pagina” come Pantaleo Corvino. Però penso che molti siano stati ingenerosi nei suoi confronti: perché il Verona non è retrocesso solo per colpa sua, e perché a Napoli non è stato solo quello che ha preso Fideleff e Dzemaili a prezzi folli. Ma ancora una volta, torniamo al discorso di prima: se qualcuno vuole trovare degli aspetti negativi attraverso i quali giudicare qualcuno, lo può fare. Ho sentito che qualcuno lo ha addirittura definito come “un burattino scelto dalla Società perché non è scomodo, perché tanto le decisioni le prenderanno altri”. Eviterei queste considerazioni, eviterei di pensare solo per partito preso ed eviterei di giudicare a priori una persona che deve ancora muovere il primo passo da DS rossoblù. Penso che Bigon sia un direttore sportivo totalmente diverso da Corvino, sia un “non personaggio”, che si adatta alle richieste della società e che lavora in maniera differente dal suo predecessore. Vogliamo fargli una colpa per questo, senza sapere come effettivamente lavorerà a Bologna? Non ne vedo il motivo e non mi sembra in caso. Facciamolo lavorare, facciamolo rimanere sereno e non partiamo prevenuti. I tempi del giudizio arriveranno, ma non sono certo questi. Si, ho difeso sia Corvino che Bigon in questo articolo. Può sembrare paradossale visto che al giorno d’oggi bisogna per forza prendere una posizione, a prescindere dal contesto. Ma non mi sento inetto per questa cosa, assolutamente. Corvino ha lavorato per il bene del Bologna, a modo suo, ed ho apprezzato il suo stile. Mi auguro che Bigon faccia lo stesso, seguendo il suo stile e senza dovere guardare a chi lo ha preceduto. Sarebbe l’errore più grande. Sarebbe l’errore da non fare. A prescindere, mi auguro che chiunque venga a Bologna, operi per il bene del mondo rossoblù. In bocca al lupo, nuovo DS.

1 commenti

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  1. 12345678 - 10 mesi fa

    Buongiorno,
    leggendo sempre molto volentieri i suoi articoli, ovviamente, ho appena terminato di leggere questo, trovandolo molto onesto e corretto, “ma”, attenzione, con me c’è sempre un “ma”, due cosette: peccato l’accordo biennale con “sto qua”, soprattutto con un Sabatini che l’anno prossimo è libero, e poi è un pò come avere buttato giù per il lavandino del Brunello di Montalcino (Corvino), per bere del Tavernello (Bigon)…oh, quello in brick di cartone, non Merola!

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