Non è ancora tempo d’Europa

Non è ancora tempo d’Europa

di Alessandro Reni

Ammetto che ci speravo anch’io fino a qualche giornata fa, ma ripensandoci bene mi rendo conto che questo Bologna non è ancora pronto e attrezzato per ambire al grande palcoscenico delle competizioni europee. Cosa mi spinge ad affermare tutto ciò? Semplice: gli ultimi due pareggi ottenuti contro Palermo e Carpi. Effettivamente in seguito al punto d’oro strappato contro la Juve al Dall’Ara (se non prima) c’è stato un giubilo generale, il quale è poi tramutato in una vera e propria esaltazione di massa. Certo, dopo essere riusciti a fermare la Vecchia Signora un po’ di “gasamento”(come diciamo noi bolognesi) è normale concederselo, mi stupirei del contrario. Ma adesso bisogna ritornare coi piedi per terra e guardare in faccia la realtà, perché è vero che in questo momento stiamo ancora occupando la nona posizione in classifica ma lo è allo stesso modo il fatto che nelle ultime due partite di campionato abbiamo guadagnato solo due pareggi contro due squadre completamente allo sbando: il Carpi ha pochissime speranze di riuscire a salvarsi e il Palermo naviga nella confusione più totale; proprio i rosanero stanno vivendo una stagione molto travagliata e le dimissioni di Iachini (poi respinte, pare, da Zamparini) ne rappresentano una lampante dimostrazione. Con tutto il rispetto per entrambi i club, ma dai rossoblù mi sarei aspettato ben altro e un doppio successo sarebbe stato ampiamente gradito, ma mi sarei accontentato anche di una vittoria e un pareggio.

Quello che è mancato maggiormente nei recenti match è stata la concretezza realizzativa. Tradotto: è mancato l’attacco. Il reparto avanzato felsineo ha saputo creare occasioni da gol importanti ma non le ha sfruttate nel migliore dei modi: Destro, Floccari, Mounier e Giaccherini non sono sembrati in gran forma e non sono riusciti a spedire il pallone in fondo al sacco; Belec e Posavec sono stati chiamati ad alcuni interventi ma questi ultimi non sono sembrati particolarmente impegnativi, e ciò testimonia di come le nostre punte non abbiano prodotto grossi grattacapi nei confronti dei due portieri. Fra questi aspetti negativi però ne emergono alcuni piuttosto incoraggianti: se le nostre punte attualmente non rendono al meglio, la difesa risulta solida e affidabile come mai prima d’ora. Non a caso da alcune partite a questa parte Mimmo Maietta è stato sempre votato come “MVP della gara” (vale a dire il miglior giocatore di un team, colui al quale è stato riconosciuto il merito di essersi reso protagonista della più bella prestazione tra tutti gli altri membri), e devo dire di essere rimasto sorpreso anch’io dai suoi ultimi match disputati, con una condotta del centrale calabrese nettamente al di sopra della media. Eppure per aggiudicarsi i tre punti non basta una difesa inespugnabile ma serve anche il contributo degli attaccanti, che hanno il preciso compito di mandare la sfera in rete: se l’attacco non è prolifico, possiamo scordarci le vittorie. Con questo non mi sto scagliando contro Destro e le altre punte, ma è chiaro che su di loro facciamo grande affidamento e nutriamo una smisurata fiducia nelle capacità che possiedono. Proprio il centravanti ascolano, se vuole avere qualche speranza di essere convocato da Conte in Nazionale per gli Europei, sarà bene che si impegni di più. C’è però da dire che chi si sarebbe aspettato un Destro che si comportasse da bomber vero come Di Vaio, Baggio e Gilardino sarà senza dubbio rimasto deluso, dato che il rendimento dell’ex Roma è sempre stato alquanto instabile e altalenante in ogni stagione(ciò però ovviamente non esclude che Mattia possa migliorarsi). Ritengo dunque che i nostri sogni di gloria di qualche settimana fa debbano essere rimossi per lasciare spazio ai fatti concreti e reali, che in questo momento ci dicono che stiamo sì mantenendo il penultimo posto della parte sinistra in graduatoria ma che non stiamo giocando in maniera impeccabile. Da qui alla fine non si sa cosa accadrà, ma sta di fatto che l’Europa quest’anno non costituisce un obiettivo alla nostra portata, anche se indubbiamente è un sogno che tutti quanti alimentiamo fortemente. Europa o no, sempre forza Bologna!

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