Missione compiutA

Missione compiutA

Dopo quattro partite incredibilmente sofferte il Bologna salva la pellaccia e vince i play-off di fronte ad un Pescara per nulla intimorito dalla bolgia del Dall’Ara, raggiungendo quello che da obiettivo minimo si era ormai trasformato in un vero e proprio sogno: la promozione in Serie A. E’ stata dura ma ce l’abbiamo fatta ed ora finalmente il progetto della nuova società può partire davvero.

Nonostante la gioia finale ci abbia come catapultato in un’altra dimensione, l’ultima mezz’ora di Bologna- Pescara sarà ricordata come uno dei momenti di maggiore sofferenza della storia del Club. Quei minuti sono sembrati un’eternità, non passavano mai e nell’istante in cui l’arbitro ha fischiato per tre volte, la sofferenza si è trasformata in gioia ed euforia. Trentamila voci hanno sussultato ed esultato stringendosi in un abbraccio gigante. Ce l’abbiamo fattA.

Forse questa sofferenza era in parte evitabile, visto che il vero dramma è cominciato quando Mbaye è stato espulso. Io personalmente non ho mai giocato a calcio, lo seguo molto, in particolare il Bfc, ma mi reputo totalmente profano a livello tattico. Martedì sera, come al solito, ho guardato la partita con i miei amici, un montatore di mobili, due agenti di commercio, un imbianchino, insomma non certo dei tecnici del calcio. Bene tutti in coro abbiamo ripetuto più volte che Mbaye andava sostituito il prima possibile. Poi, quando il terzino senegalese, poco prima di essere espulso, si è reso protagonista, con un paio di interventi scomposti, anche gli altri amici (un tabaccaio ed un giardiniere) hanno detto: “sì, avete ragione, perché non lo cambia subito?”.

Insomma un gruppo di sprovveduti, calcisticamente parlando, se messi in panchina al posto di Delio Rossi, avrebbero probabilmente evitato al Bologna di giocare gli ultimi minuti in totale apnea. Ma allora, come ha fatto un allenatore esperto e navigato come Rossi a non capire il pericolo che stavamo correndo lasciando Mbaye in campo? Pensate a cosa sarebbe successo se Melchiorri avesse fatto goal, anziché prendere la traversa. Personalmente trovo questo episodio inspiegabile, ma per fortuna è andata bene, quindi chi se ne fregA.

Ora ci apprestiamo a vivere un’estate calda ed emozionante, in molti infatti si aspettano una campagna acquisti spumeggiante. Personalmente credo sarebbe molto meglio partire a piccoli passi, creando un’ossatura che possa durare negli anni, perché sono convinto che i risultati migliori possano arrivare solamente con la programmazione. Inoltre sarebbe importante evitare di commettere gli stessi errori delle precedenti gestioni, che hanno sperperato ingenti quantità di denaro, stipulando contratti lunghi ed onerosi, che ancora oggi appesantiscono i conti del Club. Certo le potenzialità economiche di un imprenditore come il canadese fanno sognare i tifosi che sperano di leggere nomi altisonanti sui giornali, ma non credo che Saputo sia venuto a Bologna per dilapidare capitali privati, quindi nonostante le potenzialità siano importanti, personalmente preferirei un mercato furbo ad uno altisonante. Per intenderci tra un giovane prospetto sconosciuto ed un Cassano da rilanciare, preferisco senza dubbio la prima opzione. Parere personale.

L’obiettivo è stato raggiunto e la missione impossibile è compiuta. Ora finalmente possiamo tornare a respirare ed a mente fredda mi sento di esprimere un personale ringraziamento a tutti i protagonisti ed in particolare a Fusco e Lopez per il lavoro svolto nella prima parte della stagione, a Tacopina, Fenucci, Corvino e Di Vaio per come hanno saputo ripartire da un progetto iniziato da altri, a Delio Rossi per essere riuscito a raggiungere un risultato insperato con poco tempo a disposizione, ai giocatori che hanno lottato per tutto il campionato ed ai tifosi che sono stati encomiabili in ogni occasione, sia in casa che in trasferta. Ma soprattutto dobbiamo ringraziare una persona, un benefattore che viene da oltre oceano, grazie al quale finalmente la parola “sogno” è ricomparsa sulle pagine del vocabolario rossoblu.

Grazie Saputo, Bologna ti amA

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