Mentalità e carattere: Petkovic si presenta

Mentalità e carattere: Petkovic si presenta

La presentazione del nuovo attaccante rossoblù offre spunti per capire meglio e conoscere il ragazzo ex Trapani

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“Bologna è una grande chance che può farmi fare un salto di qualità”, firmato Bruno Petkovic, il nuovo numero 21 rossoblù.

Ri-avvolgiamo un attimo il nastro, giusto per dare qualche numero sul ragazzone croato ex Trapani. Classe 1994 per 192 cm, Petkovic è salito alle luci della ribalta durante la seconda metà della stagione passata in cui ebbe un impatto letteralmente devastante alla corte di Serse Cosmi: 8 gol e 7 assist, fondamentali per regalare ai siciliani un sogno chiamato playoff. Solo un sogno, perché sarà il Pescara ad agguantare il pass per giocare nel massimo campionato italiano,

Estate, le chiamate dalla Serie A, trattative sfumate e tanta delusione. Si riparte da Trapani, senza proporre le prestazioni dell’anno precedente. La classe c’è, la stoffa è buona. Si parla di lui asserendo a problemi di natura comportamentale, eppure ad ascoltarlo oggi in conferenza stampa l’impressione regalata all’ambiente è quella di un ragazzo conscio dei propri limiti, del lavoro da svolgere necessario per diventare un giocatore solido e una realtà in Serie A. Una scommessa, per ora, da poco più di un milione. Aspetto da non sottovalutare: quanti giovani talenti, attualmente, si possono acquistare per una cifra così irrisoria?

“La B è uno o anche due gradini sotto la Serie A”. Parla chiaro, sa di essere in ritardo anche per colpa di qualche problema fisico di troppo. Si dichiara duttile in fase offensiva, ma le sue caratteristiche sono chiare per chi avesse avuto modo di vederlo giocare: grande tecnica e mobilità a fronte di una stazza da carrarmato, i difetti maggiori sono da ricercare in fase realizzativa. Nel frattempo guarda, osserva. Parla di movimenti, parola chiave e ripetuta più volte durante la conferenza stampa di presentazione. Tornate su di qualche riga e leggete il numero di assist a Trapani, capirete subito l’importanza che il movimento senza palla riveste per la punta croata.

Personalmente l’impressione è stata ottima e non solo per via dell’italiano perfetto. Catania, prima di Trapani, e riguardo al proprio passato siciliano: “Dire che a Catania ho giocato in Serie A non è vero: partecipavo diciamo”. Sarebbe stato facile sparare a zero, soprattutto quando la nomea di ragazzo dal comportamento difficile ti precede. Un modo per ammettere di essere arrivato troppo in alto subito e senza la necessaria preparazione, finendo per sprecare la prima delle più golose delle occasioni. Ora Bruno si è guadagnato sul campo una seconda possibilità in Serie A, con una maturità differente, più anni sulle spalle e sembra determinato nel voler lasciare un segno sotto le Due Torri.

Il talento è purissimo, tatticamente potrebbe rappresentare una spalla perfetta per Destro. A patto che la Fiorentina, una volta ceduto Kalinic, non decida di presentare un’offerta davvero irrinunciabile per l’attuale numero 10 rossoblù.
A quel punto cambierebbe tutto.

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