Maggio, adagio adagio

Maggio, adagio adagio

di Mario Giuliante

Maggio, adagio adagio. Affidandoci ai proverbi, per il Bologna il mese in corso ha effettivamente regalato per ora spiacevoli emozioni. Da un finale di Aprile dove le cose sembravano tornare a girare, con una gran vittoria in casa sull’Udinese per un netto 4 a 0, la squadra di Donadoni sembrava aver ritrovato quelle motivazioni tali da poter chiudere il campionato in maniera dignitosa. La prestazione contro gli uomini di Del Neri aveva ridato certezze oltre che sul piano del gioco, anche su quello individuale con Taider, Destro e Verdi sugli scudi tra gol (i primi due) ed assist (il secondo). Le basi erano quelle di far presagire, se perseguita questa tipologia di atteggiamento mentale e fisico (inteso come calcio giocato), un finale di stagione che avrebbe portato a qualche vittoria in più e soprattutto a far divertire i tifosi dentro e fuori casa. Purtroppo però, l’inizio del mese di Maggio non ha regalato gioie ma bensì qualche delusione: dall’addio di Dzemaili, senza dubbio il miglior giocatore della stagione per presenze, gol e capacità di tenere a galla la squadra nei periodi più bui, alla sconfitta contro l’Empoli. Se sulla prima questione il verdetto era già segnato, poiché Dzemaili aveva già scritto il suo destino sin da inizio stagione con la dicitura “Montreal Impact”, sulla sconfitta di Empoli qualcosa da recriminare c’è. Vero che l’Empoli necessitava dei tre punti per allungare sul Crotone onde evitare il rischio di una possibile retrocessione; vero che in partite di questo calibro le motivazioni in campo hanno fatto la differenza e l’Empoli ne aveva sicuramente di più rispetto al Bologna; vero che in questa stagione i rossoblu spesso e volentieri non hanno regalato le prestazioni che ci si aspettava, però, si poteva fare qualcosa in più? Se dopo i primi minuti l’Empoli ha imposto il suo ritmo alla partita andando subito in vantaggio come fece l’Atalanta in tempi non sospetti, a differenza di Bergamo la squadra ha trovato subito una pronta reazione con Verdi. Dopo ciò però il nulla: l’Empoli è stata padrona della partita con il solo Mirante capace di evitare una passivo che poteva tranquillamente andare oltre i tre gol presi. Una prestazione così poteva essere evitata alla luce soprattutto di quei quasi mille tifosi che hanno incitato la squadra sotto un diluvio.

Domani si torna in casa contro l’ultima della lista: il Pescara di Zeman. I biancazzuri hanno ben poco da dire, soprattutto sotto l’aspetto motivazionale essendo già condannati alla serie B. Sulle motivazioni stessa cosa si può dire del Bologna volendo, ma il fatto di avere il fattore casa dalla propria parte può risultare un deterrente utile per regalare una buona prestazione. All’andata, dove la panchina di Donadoni iniziava a scricchiolare, Masina, Dzeamili e Krejci tolsero le castagne dal fuoco vincendo con un netto 3 a 0 (indossando la terza maglia presentata qualche giorno prima della partita) e garantendo un Natale tranquillo a tutti. In quel frangente le motivazioni erano tante ed i rossoblu non steccarono. Sarà lo stesso anche domani? La partita contro il Pescara (e le eventuali che arriveranno nel futuro) ha (ed avranno) come sfondo e come ricordo indelebile la vittoria nei playoff che riportò i rossoblu in serie A: giornata epica e storica per Bologna. Per caricare i suoi Zeman proverà a far leva su quanto appena raccontato, cercando di tirare fuori un po’ di orgoglio da tutta la squadra, nonostante il Pescara abbia già i remi in barca. Il Bologna che farà? Sulla carta la squadra di Donadoni non dovrebbe aver problemi e si spera sia così.

Con un campionato ormai agli sgoccioli, Pescara, Milan e Juve rappresentano le ultime chance di fare qualcosa di buono. Tre squadre che, rispetto all’Empoli, non hanno nulla da giocarsi poiché il loro destino è già segnato in positivo ed in negativo (retrocessione, mancata qualificazione alle coppe e vittoria del campionato). Se Domenica scorsa è stata la motivazione dell’avversario a portare alla sconfitta, contro queste tre non dovrebbe così. Una buona prestazione come contro l’Udinese ad Aprile è tutto ciò che si chiede e poi a decidere sarà il campo: se avrai lottato ma ciò nonostante hai perso, la sconfitta avrà comunque un sapore diverso.

 

 

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