Lo schiaffo è rimasto tale, a Donadoni il compito di renderlo pugno. E non solo…

Lo schiaffo è rimasto tale, a Donadoni il compito di renderlo pugno. E non solo…

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E tutto va, come deve andare. O almeno così dicono. Tutto è andato come non sarebbe dovuto andare in realtà, ma ormai è giunto il momento di lasciarsi il passato recente alle spalle e vivere nuovamente il presente con un occhio rivolto verso il domani. La scelta di Donadoni allenatore mi rende estremamente soddisfatto poiché l’ex Parma circola in quella sfera di tecnici preparati e seri, uno alla Pioli, tanto per intenderci. Delio Rossi, gran signore veramente. A lui porgo complimenti e ringraziamenti anche per le modalità con cui ha preso atto della separazione lavorativa con il club rossoblù.

Non è però tempo di ricami, gli spunti e le idee vagano furiosamente nella mia mente malata.

Il tempo per intervenire a livello tattico rasenta il minimo storico. Per fortuna aggiungerei, perché questa squadra, seppur in leggere crescita, necessita di un intervento massiccio a livello psicologico ed emotivo. Non si è nascosto nemmeno Luca Rossettini ad una domanda posta dal sottoscritto durante la diretta di Nettuno Tv, più precisamente nel post-partita. A me pareva lampante già da qualche settimana, la conferma del difensore è, a mio modesto parere, sconfortante. Non osserviamo una squadra in campo, ma undici ragazzi che tentano di giocare a calcio. Un gruppo praticamente, con tutte le incognite derivanti dal caso. Un colletivo che fatica terribilmente a rimanere compatto e a soffrire quando i ritmi si alzano, un collettivo a cui basta poco per sedersi anche a fronte di una svolta positiva all’interno del match, leggasi il cartellino rosso rifilato a Felipe Melo. L’errore della gestione Rossi risiede proprio in questo contesto, il famoso schiaffo non si è tramutato in un ruvido pugno in grado di stendere l’avversario. Il gruppo non si è tramutato in squadra. Donadoni deve rendere squadra il gruppo: l’azzeramento delle gerarchie e l’innalzamento del morale della rosa dovrebbero accelerare il corso degli eventi. Chi non ha giocato o chi ha giocato poco e altrettanto poco ha impressionato si rimette in gioco al 110%, aumentando il livello di competizione sportiva. Una situazione delicata, ma Donadoni ha vissuto ben di peggio la stagione scorsa, gestendo l’infernale contesto ducale da vero generale. Il suo staff porterà benefici poiché ampio e di livello, quindi in grado di assicurare massima attenzione ai particolari.

Altro compito non meno oneroso sarà quello di rivalutare il mercato operato da Corvino. Penso a Crimi terzino destro, Pulgar centrale e il ritorno di Crisetig: questione di stimoli. E Mattia Destro, banalmente. Parere personale: un mercato di tale portata non può (e non deve) essere valutato in dieci giornate di campionato. Un esempio lampante è Dybala: il campioncino bianconero ha impiegato due anni a Palermo per emergere e mostrare al mondo intero il proprio abbagliante talento. Due anni, di cui uno passato in Serie B. Se qualcuno ha qualità, prima o poi, emerge. Diawara, per esempio, ha impiegato molto meno e lo stesso si può dire per Donsah, già dall’anno scorso nel mirino di diverse big. Non è una questione meramente temporale, ma ovviamente rappresenta un fattore non indifferente quando si pesano meriti e demeriti sulla bilancia della critica. Come appare ovvio che il direttore salentino abbia commesso alcuni errori, ma bisogna sempre ragionare e pesare nel modo corretto pregi e difetti di una sessione estiva complicatissima per una moltitudine di motivi che conosciamo tutti. Ultima nota, cambio giusto e inevitabile che precede una sfida delicata in casa contro una delle squadre più in forma del campionato. Davvero sbalorditiva l’Atalanta di Reja, ma è il momento migliore per mettere da parte eventuali sentimenti di inferiorità. Bisogna assolutamente fare punti per dare slancio al lavoro del nuovo tecnico e alla classifica. La squadra ha dimostrato di sentire la vicinanza e l’energia dei tifosi rossoblù, forse l’unico vero motore e motivo della vittoria di Modena contro il Carpi.

Dimostriamo a Donadoni cosa è realmente Bologna, cosa significa essere Bologna. Adesso parte un nuovo campionato.

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