Lo chiamavano Pantaleo “Re Mida” Corvino

Lo chiamavano Pantaleo “Re Mida” Corvino

di Redazione TuttoBolognaWeb, @TuttoBolognaWeb

Un mese di fuoco, in cui è cambiato tutto. Pantaleo Corvino è andato oltre ogni mia rosea previsione e ha decisamente stupito in positivo il sottoscritto. O meglio, mi hanno stupito le tempistiche con cui ha portato a termine il suo progetto. 

Sulle capacità del neo direttore sportivo felsineo non avevo alcun dubbio, ma ritenevo, ad onor del vero, che le prime importanti trattative fossero intavolate a partire dalla prossima estate, per poter costruire una squadra competitiva per l’eventuale serie A. Mai invece mi sarei aspettato che il vento sarebbe cambiato così rapidamente. 

Ricapitoliamo in breve le trattative. In porta è arrivato Angelo Da Costa, portiere di buona esperienza classe 1983, per ora riserva di Coppola, in futuro chissà. 

In difesa, al giovane terzino Ibrahima Mbaye, scuola Inter, si è unita l’esperienza di Daniele Gastaldello, un ragazzo di 31 anni che ha rinunciato al palcoscenico prestigioso della serie A, per approdare nell’altrettanto illustre terra emiliana, relegata momentaneamente in serie cadetta. Il paragone con Giovinco, Saponara e Ilicic scatta in automatico, ma sono sicuro che mai come in questo caso il tempo darà tutte le risposte, facendo pentire i tre prima citati di non essere scesi di categoria. 

A centrocampo il rinforzo chiamato Nenad Krsticic appare di livello, sia nell’ottica futura (è un classe 1990), sia per quanto riguarda gli ultimi mesi di questo campionato. 

E ora veniamo all’attacco, il reparto forse più controverso, perché su di esso si era già investito nella scorsa estate, con gli arrivi di Cacia, Improta, Troianiello e Bentancourt, che si andavano ad aggiungere al sempre presente Acquafresca. Corvino ha messo la ciliegina su una torta già ricca, riuscendo a portare in rossoblu Gianluca Sansone e Matteo Mancosu, due elementi che, appena entreranno appieno nei meccanismi di gioco di Lopez, saranno a mio modo di vedere utilissimi alla causa felsinea. 

Che dire, dunque, se non “Tanto di cappello a Corvino”? Se queste sono le premesse e se è vero che il mercato di riparazione è stato gestito così bene in pochissimo tempo, non oso immaginare cosa combinerà la “vecchia volpe” di Vernole a partire da giugno, quando, si spera, si getteranno le basi per un ritorno in grande stile nel calcio che conta.

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