L’arte del regista

L’arte del regista

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Mi ha folgorato. In maniera istantanea.

Arretrato, più avanzato, poco cambia del fascino che esercita nei miei confronti. L’arte del regista, qualità che possiede o ne sei sprovvisto: pensi, quindi, giochi. Vedi gli sviluppi prima degli altri e ciò non deve passare solo come una questione di qualità tecnica, la velocità è prima di tutto mentale, il tuo ritmo diventa il tempo di gioco. Fai correre la palla, fai correre i tuoi compagni. La testa e il braccio.

Pirlo, in Italia e nel mondo, il massimo esponente negli ultimi di questa nobile casata. Il maestro, un livello troppo alto, classe ineguagliabile. Ecco, se penso a Pirlo penso a ciò che ho scritto sopra, le qualità tecniche elevano al massimo le premesse.

Per questo, quando vedo in campo Federico Viviani sono estremamente felice. E’ palese come cambi il ritmo con la sua presenza e ancora di più in sua assenza. Basta poco per accorgersene, anche la partita di Roma può fare scuola: finché il ritmo è stato alto il match ha goduto di incertezza e parità. E quanto ha contribuito in questo il numero 6! Il declino successivo è stato inevitabile. Per quanto il Bologna non abbia espresso il proprio miglior calcio contro il Palermo al Dall’Ara, l’ingresso (quindi la precedente esclusione) di Taider per il centrocampista scuola Roma ha di fatto scavato un solco. L’opzione del centrocampo “intelligente” incomincia a prendere sempre più piede, grazie alla condizione fisica in crescita di Viviani e la costante conferma di Nagy, una trottola instancabile con grandi proprietà di palleggio soprattutto a corto raggio. L’esclusione di Taider? Non fa male con questo Dzemaili, in grado di svolgere il compito dell’algerino e portarlo ad un livello superiore. Ciò implica anche un centrocampo in grado di alzarsi e abbassarsi in maniera più armoniosa e sfruttare le doti di chi, come lo svizzero o l’ungherese (detto così pare una barzelletta), è in grado di accompagnare l’azione per diversi metri. Detto questo, i ritorni di Rizzo e Donsah diverranno fondamentali per rendere il centrocampo più letale, dotandolo di qualche gol in più e tanta corsa.

Pensi, quindi, giochi. Parte tutto da qua.

Sempre meno tocchi, manovre più fluide: penso che Destro ne abbia già beneficiato, l’azione del gol è già abbastanza esplicativa. Parliamo di un attaccante che vive di centesimi di secondo, istintivo nei propri movimenti nel puntare la profondità, nello staccarsi dal proprio marcatore. Aspettando il miglior Krejci e il ritorno di Verdi si può già imbastire un tavolo solido attorno al quale sedersi.

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