L’allenatore non fa la differenza? Con Donadoni 13 punti e un “ruolino di marcia” da Champions

L’allenatore non fa la differenza? Con Donadoni 13 punti e un “ruolino di marcia” da Champions

Ripercorriamo insieme l’arrivo di Donadoni sulla panchina del Bologna, quel 29 Ottobre che cambiò le sorti dei Rossoblù (e anche quelle del sottoscritto …)

Giovedì 29 Ottobre si chiudeva la decima giornata di campionato della Serie A, con il pareggio dell’Empoli sul campo della Sampdoria.
La classifica ai tempi recitava:

13. Palermo 11
14. Genoa 11
15. Udinese 11
16. Empoli 10
17. Frosinone 10
18. Bologna 6
19. Hellas Verona 5
20. Carpi 5

Quella con l’Inter (match del 27/10) fu l’ultima volta che Delio Rossi si accomodò sulla panchina dei Rossoblù, forse anzi sicuramente esonerato nella partita dove aveva meno colpe, dove la squadra si era comporta nel migliore dei modi contro l’ottimo stato di forma della compagine dei nero-azzurri. L’esonero, a mio avviso, sarebbe dovuto scattare dopo la sconfitta casalinga rimediata dal Palermo ma sorvoliamo …
Dopo il classico giro di nomi che aveva addirittura scomodato dal loro beato letargo gente come Del Neri, Ballardini (che alla fine sono stati risvegliati …) e Papadopulo si arrivò finalmente alla fumata bianca: il sostituto scelto era Roberto Donadoni.

Giovedì 29 Ottobre, per la prima volta Donadoni con la tutona firmata RB si presentò al “Centro Tecnico Niccolò Galli” per incontrare la squadra.
Fu l’inizio per Donadoni di una nuova avventura ma in quella giornata non era l’unico ad avere “le ginocchia tremolanti”, anche il sottoscritto infatti, proprio nel giorno dell’arrivo del nuovo allenatore, aveva iniziato la sua avventura come inviato sul campo per la redazione di TuttoBolognaWeb.

Me lo ricordo ancora come se fosse ieri; uno dei primissimi ad arrivare al centro tecnico, poi piano piano l’arrivo di Sky e Mediaset, altri giornalisti del mondo bolognese e una moltitudine di curiosi e tifosi. Abbiamo aspettato abbastanza davanti ai cancelli, poi ci siamo diretti nel campo con “la collinetta per ammirare dall’alto il panorama”, ho rimediato una sedia, computer sulle ginocchia, binocolo al collo e via di colpi di battitura sulla tastiera.

Titolone dell’articolo e foto del mister nell’intento di osservare i portieri allenarsi:

Primo allenamento di Donadoni a Casteldebole

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Una bellissima iniziazione perché in un momento così delicato e fondamentale per il futuro dei Rossoblù, fui partecipe e feci da tramite a chi, in quel momento, non era riuscito ad essere presente. Fu un piacere immenso poter raccontare per la mia prima volta i fatti del campo, non da dietro una scrivania ma vivendoli nell’immediato.

Tornando invece a quanto fatto dal mister nelle giornate successive, senza magari dilungarmi in altri sentimentalismi per questa professione che non vedo l’ora di fare mia, abbiamo visto il tripudio della sicurezza difensiva, del bel gioco, della prestanza e delle presenza in campo, del coraggio, di quel pizzico di fortuna che ci era mancato in precedenza, di una squadra propositiva, della serenità, delle lacrime di gioia, della voce per urlare …

Giovedì 29 Ottobre, se in questo giorno, davanti ai cancelli di Casteldebole mi avessero detto che oggi avremmo avuto 19 punti affianco al nostro nome sul tabellone della classifica di Serie A, avrei quanto meno risposto: “ma magaaaaarii”.
E invece eccoli, in sei gare Donadoni ha guadagnato 13 punti, ottenendo quattro vittorie, un pareggio e una sola sconfitta. In questi risultati si nasconde un pareggio lottato e sofferto sotto il diluvio contro la Roma, la vittoria schiacciante contro la squadra che forse ha mostrato il miglior calcio fino adesso in campionato, il Napoli e le due vittorie nette e ottenute senza troppi patemi d’animi contro Atalanta ed Hellas Verona.
Una media punti di 2.16 a gara, solo l’Inter targata Mancini è riuscita a fare meglio, strappando un 2.20.
La classifica di oggi recita:

13. Bologna 19
14. Palermo 18
15. Udinese 18
16. Sampdoria 17
17. Genoa 16
18. Frosinone 14
19. Carpi 10
20. Hellas Verona 7

Ora ciò che fa sperare non è soltanto aver messo dietro di noi ben sette squadre, non è finalmente essere riusciti a mettere a posto la difesa. Una vera sicurezza là dietro: con un Mirante strepitoso, i “pilastri della terra” Oikonomou e Gastaldello (e il recupero alle porte di Maietta), la crescita costante del gioiello Masina e la scoperta di Rossettini terzino destro.
Non è soltanto aver nelle prossime due partite la possibilità di fare bottino pieno (facendo sempre attenzione a non sottovalutare queste squadre, soprattutto l’Empoli che sta davvero dimostrando di meritarsi, a suon di prestazioni convincenti, la permanenza in Serie A).
Non è soltanto aver trovato la compattezza e la grinta giusta per affrontare le partite ma è anche e soprattutto essere riusciti a trovare un allenatore come Donadoni. Allenatore puntuale nelle conferenze stampa, non amante della polemica e del mettersi in mostra sotto i riflettori, lineare nelle sue dichiarazioni, con un linguaggio forbito e controllato in ogni situazione.
Insomma una figura che oggigiorno al calcio può fare solo che bene.

Speriamo Mister che possano esserci altri 29 Ottobre da passare al campo assieme a lei.

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