La qualità fa la differenza

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~~Odio disperatamente queste giornate di calma apparente: sembra che non debba succedere niente di eccitante, qualsiasi cosa accada. Ringrazio di cuore Italia Uno, finalmente posso guardarmi The Big Bang Theory in santa pace. Vi giuro che trovare uno spunto appena decente per l’editoriale di oggi è impresa davvero ardua, roba che neanche Sheldon Cooper ci riuscirebbe. Ok, forse ho esagerato.

Il punto di penalizzazione, lo stadio nuovo stile Stadium, Pintus e il Karaoke, la gomitata di Laribi e il forza Zucu (ne approfitto per un sincero augurio di pronta guarigione, riprenditi guerriero): tutti argomenti interessanti, ma che mi hanno riempito più del pranzo pasquale. La calma – apparente – prima della tempesta. Perché al Rigamonti sarà tempesta, obbligatoriamente. Non possiamo avere paura del Brescia, nonostante le rondinelle abbiano un disperato bisogno di punti salvezza e quel campo, storicamente, evochi a noi pessimi ricordi. In assoluto, il 3-0 del 5 maggio: fuori dalla Champions all’ultimo respiro, il tutto dopo una splendida cavalcata ed aver odorato a lungo il dolce profumo delle magiche notti europee. Chiuso un capitolo nostalgico della mia vita, vorrei aprirne un altro centrale, voglio affrontare un tema a me caro: non si può prescindere dalla qualità. L’infortunio occorso a Zuculini ha privato mister Lopez di uno dei pochi giocatori in grado di garantire una certa dose di verticalità e forza fisica, indispensabili per spaccare il corso di un match. Nel frattempo, penso siano state spese troppe poche parole sul rendimento post infortunio di Büchel: l’ex Lanciano è spesso risultato determinante nel corso del girone d’andata, una pedina fondamentale capace di abbinare con qualità e quantità entrambe le fasi di gioco. Tolto Krsticic, palesemente di livello superiore per lo standard del campionato cadetto, credo sia giunto il momento di rispolverare Bessa, un altro elemento dai mezzi tecnici indiscutibili in fase di possesso. Lo ripeto: non si può prescindere dalla qualità. Dopo trentaquattro giornate di campionato, il buon Francelino potrebbe avere bisogno di una mano – pardon, di un piede – in fase di costruzione: Krsticic e Bessa, ed in parte pure Büchel, possiedono le caratteristiche ideali per garantire alle punte, Mancosu su tutti, una buona dose di palloni giocabili. Non solo, la gamba e la forza fisica di Mbaye potrebbero creare seri problemi in proiezione offensiva. Insomma, un altro discreto motivo per infarcire il centrocampo di costruttori di gioco.

Sarà tempesta, quindi, perché il Bologna non può permettersi di gettare alle ortiche altri punti promozione. Infatti, dopo Brescia, un ciclo di ferro attenderà al varco i rossoblù: tre scontri diretti con Spezia, Avellino e Frosinone, senza contare Catania e Bari, entrambe ancora in lotta per i rispettivi obiettivi. Un ulteriore motivo per concedere riposo ad alcuni stakanovisti, la rosa è profonda e presenta alternative importanti, esattamente quello che le nostre avversarie non possiedono, non approfittarne sarebbe un peccato mortale. Fortunatamente, possiamo tirare un lievissimo sospiro di sollievo: siamo davanti alle dirette concorrenti, ciò significa che saremo artefici del nostro destino al 100%. Basta vincerle tutte. Nenad ne è convinto, crediamoci anche noi. Ovviamente toccate ferro e ringraziatemi per la gufata epica.

Chiusura dedicata a Stefano Pioli: tanti, tantissimi complimenti per i successi, meritati, ottenuti nella capitale. Un mezzo regalo dai colori rossoblù, finalmente l’Italia pallonara si è accorta del reale valore del nostro ex tecnico; il regalo intero potrebbe essere la vittoria della Coppa Italia contro la nostra amatissima Juventus. Dopo questa sparata aspetterò con ansia i commenti di qualche gobbo inferocito: “Rosikone!!111!”, “Maaaalooox!!1!”, “Fegato spappolato1!!1!”.

Chiudo prima di scadere nell’indecenza, per fortuna è appena iniziato The Vampire Diaries, grazie Italia Uno.

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