La promozione diretta la meritano gli altri

La promozione diretta la meritano gli altri

Pare che, intorno alle 16:51 di ieri, il parroco di Lotito abbia avuto uno smalvino. Il Frosinone giocava la partita decisiva per agguantare la promozione diretta, contro una pericolosa inseguitrice, e la squadra di Stellone quella partita l’ha meritatamente vinta per due a uno: un risultato che avrebbe potuto essere anche più largo. Il Frosinone così si trova a più quattro sulle inseguitrici a tre giornate dalla fine, e continuando a giocare così non avrà problemi a mantenere il distacco, se non ad aumentarlo.

Quasi a senso unico la sfida di ieri, che più che una sfida è diventata una passerella per godersi appieno le sgroppate di Carlini, la sostanza di Gucher, l’imprevedibilità di Soddimo, la potenza di Daniel Ciofani, la volontà di Dionisi. Un aggettivo a testa è, poi, probabilmente riduttivo. Sono trascinatori, tutti, cavalieri di un sogno a un passo dal divenire realtà. Mancano solamente tre incontri per agguantarlo, al termine di una stagione strepitosa che deve concludersi così. Oggi è bello essere tifosi del Frosinone, e tra tre settimane lo sarà ancora di più.

Solo che noi siamo tifosi del Bologna.

E ieri, ancora una volta, abbiamo visto la squadra sciogliersi nel momento decisivo. Poteva sul serio finire tre o quattro a uno e non ci sarebbe stato niente da dire, così come non c’è stato niente da dire al Cabassi o in casa contro il Vicenza. Tre scontri diretti e tre sconfitte: qualcosa significherà. Significa che, in questo campionato, c’è qualcuno più forte del Bologna e che merita la Serie A più del Bologna, la cerca più di noi. E non importa che questo qualcuno sia il Frosinone anziché il Catania, il Carpi anziché il Bari. Il campo ha parlato, anzi sono quasi otto mesi che parla, e giudici alternativi non ne esistono.

Come all’andata, il Frosinone ha messo sotto il Bologna e, come all’andata, Zappino ci ha provato a fare un regalo, ma Cacia non è stato così avido da scartarlo: un errore che ha ricordato, anche se molto in peggio, quello di Mancosu a Carpi. E pure contro il Carpi venivamo da un risultato positivo, la vittoria contro il Livorno, e questo allunga l’elenco delle analogie. L’incostanza, la fragilità, l’affanno, l’inaffidabilità degli uomini d’esperienza sono il minimo comune denominatore delle sfide che sin qui contavano di più, e tutto ciò è angosciante in ottica playoff. Perché sì, il Bologna farà i playoff. E li farà con Diego Lopez in panchina: una scelta che lascia molto perplessi.

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