La partita dell’anno

La partita dell’anno

Il Carpi ce l’ha fatta, ha vinto il campionato e raggiunto la matematica promozione in Serie A con quattro giornate d’ anticipo. Della serie: la provincia che trionfa, a dispetto di Lotito e delle sue “chiacchiere da bar”. E se consideriamo che al secondo posto c’è il Frosinone, non si può certo dire che la Serie B di quest’anno sia un campionato per nobili decadute, sembrerebbe piuttosto una rampa di lancio per società di piccole dimensioni, a cui fanno gola i milioni di euro dei diritti tv. Sì, perché quando il calcio non era gestito con i denari delle pay-tv, ma con i proventi del gioco d’azzardo (totocalcio), una società piccola non aveva nessun interesse ad andare oltre le proprie possibilità. Ma ora le cose sono cambiate, forse (anzi sicuramente) in peggio e l’anno prossimo il rischio è quello di vedere un campionato di A con tante società di piccolissime dimensioni e con pochi tifosi. Forse qualcosa andrebbe rivisto.

Quello che è certo è che la serie B è un campionato assolutamente imprevedibile. Lo diciamo dall’inizio: la cadetteria è un inferno in questo senso, perché nulla è facile, nulla scontato. Per vincere, anche se tecnicamente sei superiore, devi lottare. Ecco perché la squadra non può prescindere da un atteggiamento combattivo, esattamente quello mostrato a Bari e contro il Catania.

Abbiamo passato mesi a piangerci addosso, a dividerci tra Lopeziani e Anti-Lopeziani, abbiamo cercato invano un unico colpevole della situazione. Risultato? Abbiamo usato fiumi di inchiostro e consumato i tasti delle nostre tastiere, per combattere unicamente contro noi stessi, poi improvvisamente a Bari, quando ci siamo sentiti defraudati e ci siamo accorti che esistono anche gli avversari, grazie ad un clamoroso torto arbitrale, ci siamo ritrovati ed abbiamo capito di essere una cosa sola. Da quel momento nella testa di tutti noi è cambiato qualcosa. Ora abbiamo gli occhi della tigre. Sì, ora siamo incazzati.

Dopo la partita di Bari Corvino ha rilasciato dichiarazioni al vetriolo contro la condotta arbitrale, ammettendo di non aver mai assistito nella sua carriera a situazioni del genere. Caro Pantaleo: benvenuto a Bologna. Noi purtroppo siamo abituati ai “bastoni tra le ruote”, ma nonostante questo, siamo ancora qui a lottare e grazie a Saputo, ora abbiamo anche le spalle coperte a livello economico. Ma la storia non cambia: un solo rigore concesso in tutto l’anno è in effetti troppo poco (anche tenendo conto delle nostre caratteristiche, scarsamente inclini ad azioni all’interno dell’area avversaria) . Di una cosa siamo certi: in 38 partite non ci è stato regalato nessun rigore, mentre guardando le avversarie in tv, di “regali” ne ho personalmente visti concedere almeno quattro e sono sincero, non guardo tutte le partite. Insomma non si può certo dire che quest’anno il Bfc sia stato in qualche modo favorito, anzi finora siamo ampiamente in debito e con i due punti sacrosanti di Bari saremmo secondi, non mi sembra una questione di poco conto, visto che in ballo ci sono circa trenta milioni di euro di diritti tv.

Una cosa è sicura : anche questa volta dovremo sfangarla da soli (come è sempre stato), mantenendo quella tensione emotiva ritrovata solo recentemente, quello sguardo deciso e convinto, quell’unità. Dobbiamo continuare con quella grinta e quella corsa, dobbiamo lottare su ogni pallone e buttare fuori tutta la rabbia che abbiamo dentro, ma rimanendo concentrati, perché sarà la partita dell’anno e non dovremo sbagliare nulla. Il supporto non mancherà e sulle tribune del Matusa insieme a tanti tifosi, presenzierà anche quel Saputo, a cui tutti noi vorremmo dedicare una vittoria, per ringraziarlo per quello che sta facendo.

Per entrare in campo con la giusta cattiveria basterà pensare che quelli che abbiamo di fronte oggi sono in quella posizione di classifica, perché a noi sono stati tolti due punti a Bari e loro godranno di questo vantaggio e forse (speriamo di no) andranno in serie A grazie a quei due punti. Riprendiamoci quello che era nostro.

Per sperare di tornare a casa con un risultato positivo si dovrà cercare in tutti i modi di non subire goal, senza rinunciare a fare la partita, perché quelle sono le nostre caratteristiche, ma attenzione a non lasciare spazi agli avversari, che sono bravi e veloci.

Oggi non conta niente giocare bene, oggi far divertire il pubblico è totalmente superfluo, oggi conta solo ed unicamente il risultato. Occhi della tigre e concentrazione.

Andiamo a prenderci questi punti. Forza Ragazzi!

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