La linea verde funziona, ma senza esagerare

La linea verde funziona, ma senza esagerare

Ci sarebbero tantissimi aspetti da dovere considerare rileggendo e sfogliando la stagione del Bologna che si è appena conclusa. Si può parlare della continuità che in alcuni momenti è mancata, si può parlare dei sogni in grande che si erano fatti ad un certo punto della stagione, ci si può rammaricare per l’inizio a rilento e il mese passato senza giocare tra marzo ed aprile, si può parlare di mercato valutando chi sarebbe più opportuno confermare in vista della prossima stagione, e tanto altro ancora. Ma c’è un argomento che mi sta particolarmente a cuore e che vorrei affrontare: riguarda i giovani e la loro la crescita. Torniamo indietro di qualche mese, torniamo ad inizio campionato: prima che cominciasse la stagione, ci si chiedeva se Masina e Ferrari sarebbero stati pronti, ci si chiedeva se Oikonomou avesse potuto accusare il salto di categoria dopo le ottime cose fatte vedere in serie B, e si era pronti ad affidarsi all’ esperienza portata da due ragazzi giovani, ma con alcuni anni di serie A alle spalle, come Crisetig e Donsah. Ci si chiedeva poi se Mbaye sarebbe esploso con il ritorno nella massima serie dopo le buone cose fate vedere a Livorno, e si era curiosi di scoprire il valore di un cileno arrivato con tante aspettative come Pulgar e quello di un terzino svedese del quale tutti dicevano un gran bene. Ah, poi aggregato alla prima squadra c’era anche un ragazzotto guineano che andava ad allungare il reparto dei centrocampisti, tale Diawara. Questo era quanto si pensava quasi un anno fa, e a distanza di mesi, c’è da dire che alcune considerazioni sono state rispettate e altre assolutamente no. Crisetig è stato la grande incognita per tutto l’anno: partito titolare, non ha convinto fin da subito, e ha pagato anche l’esplosione di Diawara, capace di piacere a tutti fin dai primi allenamenti. Capire cosa fare dell’ex giocatore di Cagliari e Inter sarà una bella sfida, visto che ha un altro anno di prestito in rossoblù e dunque non sarà un nodo facile da sciogliere. Su Diawara non c’è bisogno di aggiungere altro, è stato sicuramente una delle note più liete della stagione, secondo solo alla presenza di Saputo come presidente. Masina ha fatto capire di valere la serie A: vero che ha sbagliato in alcune situazioni, vero che alcuni goal subìti li ha sul groppone, vero che ha pagato anche il dovere fronteggiare giocatori di caratura mondiale, ma nel complesso si è dimostrato un giocatore validissimo per la categoria, e ho l’impressione che possa solo migliorare col passare del tempo e con l’esperienza acquisita. Meno occasioni le ha avute Ferrari, colpevole in alcune situazioni e incapace di sfruttare alcune possibilità che gli si sono create: molto meglio quando veniva schierato a partita in corso, sempre pronto e disponibile, anche solo per gli ultimi 20 minuti di partita. È una caratteristica non da poco e non da sottovalutare, però valuterei con attenzione anche la possibilità di girarlo in prestito, in una squadra di serie A che gli dia la certezza di giocare: non deve per forza andare in B “a farsi le ossa”, ma ha bisogno di prendere confidenza col campo, giocando con continuità e facendo il titolare. E a meno di stravolgimenti, mi sembra difficile che questa situazione si possa verificare a Bologna. Donsah ha dimostrato di essere affidabile ed interessante, nella speranza che possa essere più fortunato e che tutti gli infortuni accusati in questa stagione, si possano limitare da qui in avanti. Difficile giudicare Pulgar, che a mio pare rimane un buon giocatore, ma ha giocato veramente troppo poco per dare un giudizio definitivo, mentre per quanto riguarda Mbaye, è vero che non potrà essere il titolare del futuro, ma un rincalzo di buona qualità. Insomma, i giovani rossoblù hanno risposto con picchi di alti e bassi in questa stagione. Bisogna affidarsi a loro per il Bologna del domani? Fino ad un certo punto: alcuni possono solo migliorare, ma allo stesso tempo dovranno essere accompagnati da qualcuno di esperto nel loro processo di crescita. Insomma, va bene la linea verde, ma esasperarla temo che non sia la strada più giusta per vedere un Bologna che ogni anno punta a migliorarsi. Come in ogni aspetto, serve la giusta misura, serve la mediazione.

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