Krejci show, Giak non è più un rimpianto

Krejci show, Giak non è più un rimpianto

Krejci che taglia verso il centro partendo da sinistra e a tu per tu col portiere fa 1-0, ma il guardalinee annulla senza un motivo preciso. Krejci parte da sinistra, tunnel secco al suo avversario, palla al centro e Di Francesco raddoppia col Cagliari. Cross di Krejci da sinistra, magia di Verdi al volo. Cross di Krejci da sinistra, Destro taglia perfettamente verso la porta e con la zampata fa 2-0. Cos’hanno in comune queste quattro frasi? Facile, facilissimo, non come i quiz universitari dove per trovare l’elemento in comune tra quattro parole assegnate, bisogna avere ben chiara la genealogia dei Re spagnoli dell’800. Qua è facilissimo: “Sinistra” e “Krejci”. E se vogliamo trovarne un terzo, possiamo anche dire “Goal”. Già, perché il ceco Lada in realtà ci vede benissimo, ha una visione di gioco pazzesca, ha una corsa come pochi esterni in questa serie A, ha una velocità fulminante ed un mancino decisamente educato. Vede prima degli altri il movimento dei compagni, regalando loro palle al bacio che devono solo essere buttate in porta. Poco male se “gigioneggia” quando ha la palla tra i piedi, poco male se non è aggraziato e non ha le movenze del giocatore “bello da vedere”, ma in quanto ad efficienza, siamo assolutamente in linea con quanto avremmo voluto vedere da quello che sarebbe stato il sostituto di Giaccherini. O forse abbiamo trovato qualcosa di meglio? Chissà.

Forse qualcuno penserà che sia illogico fare il paragone con chi lo ha preceduto, ma io ritengo sia giusto tornare indietro di tre settimane. Ripeto, tre settimane, non di più. Riporto frasi che venivano dette da più parti, che tutti abbiamo ascoltato, che tutti abbiamo sentito: “Il mercato è stato fallimentare, la Società non è stata in grado di trattenere Giaccherini, che è stato sostituito da un giocatore del quale non sappiamo nulla e che sicuramente non varrà Giack”. Chi ha detto/ pensato queste cose, lo sa bene ed in cuor suo può dirsi di avere sbagliato. Ma bastava essere un po più attenti ed un po’ pazienti, oppure avere visto Krejci in ritiro a Castelrotto (ed io ho avuto la fortuna di farlo) per capire che il ragazzo è sicuramente di valore e può addirittura fare meglio di chi c’era prima. Adesso è scattata la Krejci-Mania, ed è giusto sia così. Speriamo che duri, e speriamo che chi pensava certe cose, esulti lo stesso, ci mancherebbe.

Al di là del ceco, è da sottolineare la splendida gara giocata dal Bologna: male nei primi 20 minuti, nei quali ci abbiamo capito oggettivamente poco, ma poi tanto, tanto, tanto bene. Bene perché quando giochiamo in velocità, gli avversari fanno fatica a starci dietro, bene perché si attacca sempre in 6-7, costantemente partendo dalle ali e convergendo poi verso il centro, bene perché Maietta è una certezza, e bene perché abbiamo visto Dzemaili giocare da grande professionista, motivo per il quale è stato preso. Ma soprattutto bene perché si sta rendendo il Dall’Ara un fortino. È fondamentale fare punti in casa nelle partite da vincere, è fondamentale farli nelle prime partite e cominciare il campionato nel modo giusto, ed è fondamentale crearsi delle sicurezze in casa, che poi di riflesso si ripercuotono anche sulle trasferte. Già, perché fino a questo momento non è successo, però il Bologna affronterà l’Inter con maggiore serenità e consapevolezza nei propri mezzi, sapendo che la sconfitta di San Siro non creerebbe grattacapi. Ciò però non vuol dire che bisogna andare al Meazza a passeggiare e giocare in maniera rinunciataria, sia chiaro. Ah, avete visto la classifica? Irreale e meravigliosa, anche se siamo solo alla quinta giornata. Però si, possiamo dirlo: siamo ad un punto dall’Europa League, e già sentirlo e scriverlo è bellissimo. E, a prescindere dal buonissimo avvio di campionato, una certezza rispetto alle ultime stagioni l’abbiamo: comunque vada, siamo sempre alle spalle del Chievo.

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