Impressioni positive dalla prima, e mai fidarsi del Corvino che lavora alla luce del sole

Impressioni positive dalla prima, e mai fidarsi del Corvino che lavora alla luce del sole

Prima giornata, prime emozioni, prime indicazioni e primi spunti di riflessione, che riguardano il Bologna, ma non solo. È stata una prima giornata “anomala”, che ha visto la Juventus perdere in casa, la Roma pareggiare a Verona, che ha visto l’Inter vincere nel finale e il Sassuolo battere il Napoli. Risultati sicuramente interessanti, ma che non penso ci riguarderanno da vicino con il passare delle settimane. Molto più interessanti sono state invece le gare di Carpi, Frosinone ed Empoli. Mi sbaglierò e sarò presuntuoso, ma guardando le rose e analizzando gli allenatori ed il loro stile di gioco, mi sembra che queste tre squadre partano con qualcosa in meno rispetto a Bologna, Chievo, Atalanta e simili. Poi, come ho scritto anche sette giorni fa, sarà il campo a parlare ed esprimere i suoi giudizi, e lo farà nelle prossime 37 giornate, ma la prima giornata ha fornito indicazioni abbastanza evidenti. Pensieri e parole che però devono essere secondari rispetto alla consapevolezza che, per prima cosa, bisogna sempre guardare in casa propria. E pensando al Bologna di sabato all’Olimpico, posso dire di essere decisamente soddisfatto. È il paradosso più grande ed è un enorme controsenso, il fatto di sorridere dopo una prima parte di partita da incubo e dopo avere incassato una sconfitta, ma la sensazione al termine della gara era decisamente positiva. I problemi più grandi sono stati quelli legati alla fase difensiva, spaesata e disorientata dalle incursioni di Kishna, Keita e Candreva. Con Ferrari e Masina all’esordio assoluto e con Marios alla seconda partita in serie A, l’uomo di esperienza della retroguardia era Rossettini. Insomma, una difesa giovanissima, incompleta e con gente fuori ruolo, è stata messa di fronte al secondo -o terzo- miglior attacco della serie A: era inevitabile che qualcosa andasse male, era inevitabile si creassero delle falle difensive ed era inevitabile ci potessero essere dei problemi. Non voglio giustificare totalmente la retroguardia, perchè i due goal presi sono veri e propri errori concettuali, ma meglio farli contro questa Lazio piuttosto che in uno scontro diretto. Rossi ha visto, ha osservato, ci lavorerà e metterà a posto le cose durante gli allenamenti di questa settimana. Altro particolare non da poco, la squadra è ancora incompleta. Vorrei fare una breve analisi sule voci di mercato e sugli uomini che continuano ad essere accostati al Bologna: firmato Donsah, che va a garantire quantità e qualità in mezzo al campo, i nomi che circolano sono interessanti ed intriganti, e possono essere ottime soluzioni per completare la rosa. Non lo nascondo, ero tra quelli che non si capacitava di come Giaccherini potesse essere titolare in Nazionale, ma in questo momento farei di tutto per firmarlo: rapido, veloce, forse un po’ acerbo per le tante panchine in Inghilterra, ma se trovasse un ambiente simile a quello di Cesena, potrebbe essere davvero l’arma in più di questa squadra, avendo una duttilità tattica fuori dal comune e la possibilità di essere schierato in più ruoli. Taider: non amo le minestre riscaldate, ma penso che lo “Zaffiro” franco-algerino, possa ancora dire la sua in maglia rossoblù. Lo abbiamo ammirato fino ad un paio di anni fa, è stato ceduto a fine mercato, non ha convinto altrove, ma a Bologna ritroverebbe un ambiente familiare e anche la possibilità di affermarsi nuovamente. E poi c’è questo Benzia, del quale tutti parlano bene: personalmente non lo ho mai visto giocare, ma stiamo parlando di un prospetto decisamente interessante, che in una squadra giovane può crescere ed affermarsi. Tre nomi, utili a completare una rosa alla quale manca ancora qualcosa. Tre nomi che mi piacciono e che possono far crescere ulteriormente il livello di questa squadra. Ma ad una settimana dalla fine del mercato, le incognite sono ancora tante e non mi sorprenderei se ci fosse una firma inaspettata e segreta. Mai fidarsi del Corvino che lavora solo alla luce del sole.

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