Importante anche la Coppa Italia, sperando nell’arrivo di una punta

Importante anche la Coppa Italia, sperando nell’arrivo di una punta

Settimana di indicazioni, considerazioni, valutazioni, pensieri e riflessioni, quella di Kitzbuhel. È una settimana diversa rispetto a quella di Castelrotto, visto che le amichevoli “importanti”, portano Roberto Donadoni e tutto il suo staff, a cambiare il programma di allenamento rispetto a quanto si era visto e fatto nelle prime due settimane bolzanine, dove la fatica l’aveva fatta da padrona e i test di fine settimana erano poco attendibili. In Austria, invece, le cose sono diverse. È inevitabile che si continui a lavorare sotto l’aspetto atletico, ma allo stesso tempo è anche facilmente intuibile come parte del lavoro sia concentrato anche sotto l’aspetto tattico e del gioco vero e proprio. Di fatto, mancano tre settimane all’inizio del campionato, e 10 giorni al primo impegno ufficiale di Coppa Italia, gara che darà il via alla stagione 2016/2017 dei rossoblù.

 

Già, la Coppa Italia: quest’anno il Bologna si presenterà alla prima sfida in condizioni enormemente differenti rispetto agli ultimi anni, con la squadra che non è cambiata così tanto rispetto allo scorso anno. È proprio per questo motivo, che il passaggio del turno (diciamo dei primi due turni), deve diventare un obiettivo concreto: non bisogna considerare la Coppa come un impegno che si vuole evitare perché in futuro toglierà energia al campionato, e non va equiparata ad una amichevole estiva come qualcuno vuol fare credere. A proposito di amichevoli estive, vorrei tornare sulla gara di due giorni fa contro il Colonia, quella che è stata di fatto la partita delle conferme, in senso positivo e in senso negativo. Cose buonissime le abbiamo viste da Adam Masina ed Eric Pulgar, due ragazzi che possono diventare le armi in più del Bologna del prossimo anno. Il terzino viene da una stagione di serie A, è cresciuto esponenzialmente rispetto ad un anno fa -sia dal punto di vista tecnico, che dal punto di vista fisico- e nessuno ha più dubbi sulla possibilità che possa fare il titolare in serie A. Il cileno, invece, sta facendo vedere cose buone, dando indicazioni positive a chi guarda e chi giudica: lo scorso anno è stato di transizione obbligata per lui, che ha dovuto imparare la lingua, conoscere i compagni e adattarsi al calcio italiano. Dopo un anno di “tirocinio”, Eric è chiamato ad essere protagonista, e queste amichevoli di precampionato stanno facendo vedere che ha tutte le carte in regola per interpretare quel ruolo. E poi ci sono le “conferme negative”, ovvero il fatto che questa squadra faccia fatica a giocare senza una punta di peso nei tre giocatori offensivi, e che i nuovi stranieri (Nagy e Krejici), avranno bisogno di tempo per adattarsi. Nessun allarmismo, sia chiaro, ma si tratta di due ragazzi molto giovani che, pur avendo esperienza anche a livello europeo, avranno bisogno di tempo per dimostrare il loro valore. Che è assoluto, ve lo posso assicurare. Non giudichiamoli subito, diamo loro il tempo di crescere e migliorarsi, evitiamo per il momento la politica del “Tutto e subito”, tanto cara a questi tempi.

Considerazione poi sul “falso nuove”: Brienza, Verdi, Mounier o chi per loro, non hanno le caratteristiche per farlo per novanta minuti. Sono più pericolosi in altre situazioni e in altre condizioni, in quella posizione rischiano di perdere incisività offensiva. Ecco allora, che qua il mercato dovrà intervenire e serve prendere una prima punta. Ma anche in questo caso, zero allarmismi: i grandi colpi del mercato rossoblù sono sempre arrivati a fine agosto: da Di Vaio a Gilardino, finendo proprio con Mattia Destro -solo per ricordarne qualcuno- si sono vestiti di rossoblù negli ultimi giorni di trattative. Manca un mese alla fine del mercato, tempo per muoversi c’è eccome. Tra mercato, amichevoli di lusso e il duro lavoro sul campo, l’inizio della stagione è alle porte: lo striscione del “via” è sempre più vicino, ed è un piacere pensare che tra qualche settimana torneremo a sentire le emozioni del Dall’Ara, torneremo a respirare l’aria di sofferenza e di polemica, e rivedremo in campo i NOSTRI rossoblù. Non nascondiamoci, le “ferie sportive” sono una sofferenza per tutti.

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