Il regno della confusione, ma chi sbaglia non paga

Il regno della confusione, ma chi sbaglia non paga

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“Aiutati che dio ti aiuta”. Adoperati per risolvere i tuoi problemi, un modo prima o poi lo trovi. Sinceramente è una frase che non sopporto: in realtà, l’intento sarebbe corretto solo per ciò che si può fare da soli. Purtroppo, in molti casi, l’aiuto serve. Eccome se serve.

Quante volte mia nonna mi ha ripetuto la massima sopra citata. E quante volte continua a farlo. In parte condivido, in parte no ed è appena stato spiegato. In ogni caso, suppongo che a Delio Rossi possa servire un pranzo da mia nonna. Scherzo, immagino che il mister sia a conoscenza di certi saggi detti, i quali però fatica a mettere in pratica. Domenica scorsa, Delio non si è aiutato panchinando Oikonomou e sostituendo Mounier. Non si è aiutato nemmeno quando ha inserito Giaccherini troppo presto dovendo così rinunciare all’ex Juventus ulteriormente, o concedendo i novanta minuti a Ciccio Brienza, che per ovvi motivi anagrafici e quindi fisici non può sopportare costantemente certi ritmi. Non voglio allestire una lista con gli errori commessi dal tecnico rossoblù, non sarebbe giusto e obiettivamente non servirebbe a nessuno. Semplicemente credo, in maniera sincera, che questa rosa non sia la più povera, tecnicamente parlando, del campionato. In particolare prendendo in considerazione l’undici titolare tipo. Mentalmente e caratterialmente, però, ha dimostrato di meritare tale posizione in classifica. Quando si lotta per gli obiettivi “minori” non si può prescindare da tali qualità: prendiamo come esempio il Carpi o anche il Frosinone. I nostri prossimi avversari hanno pareggiato in trasferta a Palermo, pareggiando e vincendo in casa rispettivamente contro Napoli e Torino. Si, poi hanno subito caterve di gol e qualche imbarcata di troppo, ma la solidità mentale e caratteriale per compiere qualche “sghetto” evidentemente la possiedono. La voglia di reagire e la forza di alzare la testa, esattamente ciò che è mancato al Bologna nella sfida interna disputata contro i rosanero. Tutto bene finchè non si viene feriti, ma in questo caso anche la minima ferita provoca immediatamente danni serissimi. Ultimi in classifica, ultimi per gol segnati, per tiri effettuati, mai segnato nei secondi tempi. Non servono ulteriori commenti.

Ad onor del vero, Delio Rossi può però contare su qualche alibi (conosciuti e ripetuti fino allo stremo). Non si è aiutato, ma nemmeno è stato aiutato. Finalmente posso toccare il punto successivo del mio editoriale e che valuto cardine per comprendere l’attuale momento felsineo: il caos alberga nella struttura societaria rossoblù. Il mister è esonerato, anzi no, rimane. Allontano e poi strattonato per restare. Sfiduciato ma mantenuto in sella. Semplice: non è possibile esonerare un allenatore senza averne un altro certo di guidare il gruppo. E nel caso in cui nessuno fosse disponibile nell’immediato, una soluzione interna rappresenterebbe un’alternativa reale e plausibile per tamponare l’emergenza. Palese l’incapacità di muoversi per tempo, sondando ed analizzando i profili utili per scegliere e decidere un comunque possibile post-Rossi. Ci si affaccia così alla sfida più importante dell’anno in maniera inadeguata. E’ mancata la scossa – fondamentale e necessaria – per scuotare le fondamenta e spogliare di alibi il gruppo a cui serve in maniera evidente un trascinatore in mancanza di leader in campo.

Sette sconfitte su otto partite di campionato, otto su nove contando l’umiliazione patita in Coppa Italia. Il risultato? Nessuno paga per gli errori commessi. Nessuno, tra allenatore o qualcuno tra i tanti – troppi – dirigenti presenti. Una situazione già vista, un Lopez 2.0 ma con diverse varianti. Addirittura l’amministratore delegato Claudio Fenucci lamenta un clima troppo pessimista, una frase infelice e fuori luogo per motivi ovvi e sotto gli occhi di tutti. La fragilità mentale palesata sino ad oggi è preoccupante, ma anche il Carpi si avvicina alla sfida salvezza, passo dopo passo, respirando un clima inquinato da problemi dell’ultimo minuto (sfrattati dal Braglia), risultati e sfiducia.

Siamo ultimi, possiamo solo osservare gli avversari dal basso verso l’alto, ma il Carpi rimane il Carpi, con tutti i difetti che ne concerne. Prendiamoci questi tre punti.

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