Il calcio sia simbolo di unione, pace e libertà

Il calcio sia simbolo di unione, pace e libertà

di Alessandro Reni

In questi giorni sono stato molto preso dagli attentati terroristici avvenuti a Parigi la sera del 13 novembre, e questo ennesimo atto barbarico e crudele mi ha letteralmente scosso. Alcuni lettori si staranno domandando come mai in questo editoriale io dedichi ampio spazio agli eventi spiacevoli accaduti cinque giorni fa nella capitale francese, in una serata che aveva l’idea di essere come tutte le altre, tranquilla e spensierata. E’ presto detto: nonostante questi avvenimenti riguardino questioni che non solo col calcio ma con lo sport in generale dovrebbero avere poco a che vedere, purtroppo anche il mondo del pallone è stato colpito durante quella che per i parigini è stata, ahimè, una notte amaramente interminabile. Non soltanto il Bataclan, una delle sale da concerto più rinomata di tutta la Ville Lumière, anche il ristorante cambogiano “Petite Camdodge”, la pizzeria “Casa Nostra” e un ristorante giapponese nei pressi di Boulevard Voltaire(vicino al Bataclan) sono stati spietatamente presi d’assalto; l’eccidio compiuto a Parigi, però, conta anche, seppur in maniera meno rilevante in quanto ha provocato un minor numero di vittime rispetto alle vere e proprie carneficine all’interno dei locali elencati in precedenza, lo stadio di Francia, in francese “Stade de France”, in occasione della partita amichevole Francia – Germania, dove due kamikaze, membri del gruppo di terroristi responsabili delle stragi parigine, si sono fatti esplodere fuori dall’impianto. Mai prima d’ora il mondo del calcio ha assistito a tale fenomeno, almeno in Europa.

Certamente questa disciplina sportiva ha dovuto più volte fare i conti con incresciosi atti di maleducazione, violenza, vandalismo e razzismo(qui in Italia in particolar modo, se dovessi enumerarli tutti starei a scriverne fino a domattina) ma non è mai successo che si arrivasse al punto di prendere parte ad un attacco terroristico all’esterno di uno stadio. Il caso ha voluto che, in seguito a questi fatti che hanno riempito di tristezza e rabbia il cuore di tutti noi europei, anche il mondo del calcio abbia dovuto reagire di conseguenza, alzando il livello d’allerta e aumentando i controlli ai tornelli degli stadi, rendendoli più rigorosi e accurati, ma è normale considerati i recenti avvenimenti. Questi ultimi sono serviti per sconvolgere l’intero Occidente, facendolo sprofondare nel caos e nella paura. Anche la scena calcistica ne ha pienamente risentito, infatti lunedì sera la gara amichevole tra la Germania e l’Olanda è stata annullata e il “Niedersachsenstadion” di Hannover evacuato a causa della possibile presenza di una bomba, che fortunatamente si rivelerà un falso allarme; ilgiorno seguente anche Belgio – Spagna non viene disputata dato il rischio di attacchi terroristici. Fortunatamente l’unico match svoltosi regolarmente è stato quello al Dall’Ara tra Italia e Romania, terminato 2-2 con i gol di Marchisio e Gabbiadini(si vede che al centravanti bergamasco Bologna porta fortuna) per gli azzurri; di Stancu e di Andone le reti dalla sponda rumena. Il risultato finale ha fatto infuriare Conte, il quale nella conferenza stampa alla vigilia del confronto amichevole contro i balcanici ha detto la sua riguardo alle probabili minacce terroristiche che potrebbero mettere a repentaglio il normale svolgimento di Euro2016, che si terrà proprio in Francia.

Il tecnico salentino ha dichiarato che è proprio in questi momenti che bisogna trovare la forza per reagire ed evitare di farsi sottomettere dal terrore. Io credo che abbia assolutamente ragione: ora più che mai dobbiamo essere compatti per far fronte al problema terrorismo che sta tenendo in ostaggio il popolo europeo, stringendolo in una morsa di paura. Anche se indubbiamente i fatti di Parigi hanno lasciato tutti molto sconvolti e malgrado non sia semplice affrontare la vita di tutti i giorni in totale spensieratezza alla luce di ciò che è successo, reputo che l’unico modo per combattere coloro che ci vogliono privare della libertà sia quello di ribellarci vivendo serenamente come abbiamo sempre fatto e stando uniti. Il calcio dia l’esempio, si dimostri un collante in grado di attirare a sé ogni persona civile, senza distinzione di razza, colore della pelle e religione, perché deve essere questo il bello che lo sport sa offrire: libertà, uguaglianza e fratellanza. O, se preferite, “liberté, egalité, fraternité”. Ritengo giusto, infine, commemorare tutte le vittime del folle attentato di Parigi, gravissimo evento che ha stravolto la nostra realtà. Ci tengo ad aggiungere anche che leggere “Dall’Ara sorvegliato speciale” o “sicurezza rinforzata al Dall’Ara” mi ha lasciato un profondo amaro in bocca, perché è il chiaro e spaventoso segno che qualcosa è cambiato(in negativo).

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