Il Bologna non è in crisi

Il Bologna non è in crisi

Il Bologna è in crisi? Forse qualcuno vuole fare credere questo visti i risultati non proprio convincenti e considerando il fatto che la vittoria manchi dal 21 di settembre, dalla quinta giornata, da quel Bologna- Sampdoria nel quale abbiamo visto una delle migliori partite dei rossoblù per spirito, concretezza e qualità. Poi dopo cosa è successo? Niente di grave, a mio avviso. Nella stessa settimana siamo riusciti a strappare un punto a San Siro contro l’Inter ed una settimana dopo è arrivata la sconfitta immeritata contro il Genoa, dettata da nostri errori, ma anche da imprecisioni altrui. Dopo la pausa per gli impegni azzurri, il Bologna pareggiò a Roma con la Lazio, in casa col Sassuolo e a Verona contro il Chievo, prima di fermarsi per due turni di fila contro Fiorentina e Roma.

Dopo questo breve riepilogo, proviamo a concentrarci sulle partite in sé, cercando di rispondere alla domanda iniziale. Delle gare sopra ricordate, in almeno un paio di occasioni (Lazio e Genoa), il Bologna ha pagato per i suoi errori ma anche per importanti sviste arbitrali, che hanno inciso fortemente sul risultato. Questa non vuole essere un’attenuante, né una giustificazione, ma probabilmente se non fosse stato fischiato il rigore contro la Lazio, oggi non saremmo qui a fare riflessioni di questo tipo, ma ad esaltare una squadra che in queste prime dodici partite è riuscita a battere i quotati biancocelesti in trasferta. In un altro paio di occasioni, il Bologna ha fatto una gara onesta, andando a strappare punti in campi difficili contro squadre in buona forma, come successo in casa dell’Inter o a Verona contro il Chievo. Grande rammarico dà ancora il pensiero del pareggio contro il Sassuolo, arrivato dopo una gara giocata ai limiti della perfezione e nella quale si è pagato un errore difensivo dopo avere avuto l’occasione di chiudere la pratica con Krejcì. E poi arriviamo alle ultime due partite, quelle nelle quali non si è riusciti a muovere la classifica: come ho scritto una settimana fa, il 3-0 romano è fin troppo tondo per quello che si è visto in campo, ma la partita ha rispecchiato i valori delle due squadre, e non c’è troppo da recriminare. Per quanto riguarda la sconfitta casalinga contro la Fiorentina, invece, stiamo parlando forse dell’unica gara nella quale non abbiamo visto un Bologna lottare e giocarsi la partita. Ma ripensando a quella gara, inserisco due attenuanti che a mio parere hanno inciso molto sull’esito finale: l’espulsione di Gastaldello che ha portato a doversi giocare tutt’altro tipo di partita rispetto a quanto pensato, e l’infortunio di Verdi che ha shoccato tutti i compagni.

Proviamo dunque a trarre un bilancio: può davvero considerarsi in crisi una squadra che in queste gare, in fin dei conti, si è ben comportata? Può considerarsi in crisi una squadra che ha perso contro la seconda in classifica, che ha sfiorato il colpaccio contro la quarta e che ha convinto contro chi gioca in Europa? Può considerarsi in crisi una squadra che, anche se non vince da tanto, ha una sua identità e si sta confermando sempre di più? No, io penso di no. Poi, giustamente, mi si può fare notare che con le prestazioni si va poco in là, e che con i tre punti si muove la classifica. Vero, verissimo, però sono anche dell’idea che se le buone prestazioni arrivano in avvio di campionato, il prosieguo del cammino ne possa solo trarre vantaggio. I numeri hanno sempre ragione? Sì, no, forse. A mio avviso in questo momento i numeri non dicono tutto in merito a quanto di positivo sta facendo il Bologna. Molto dipenderà dalle prossime partite. È chiaro che se nelle sfide contro Palermo, Atalanta, Empoli, Udinese e Pescara i rossoblù non dovessero raccogliere punti, allora probabilmente saremo legittimati a preoccuparci. Ma per ora posso tranquillamente dire di passare sogni tranquilli, posso dire che questo Bologna mi piace, posso dire che per guardare la classifica e farsi dei problemi, è ancora molto presto.

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